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Le Fiabe per tutti

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    CIAO! Questo è il mio BLOG
    Mi chiamo Paolo Cortopassi e sono un geologo dal 1991. Lavoro nell'Alta Toscana nei settori della prevenzione sismica sugli edifici (terremoto) e del dissesto idrogeologico (frane).

    Dal 2004 ho iniziato a sviluppare la mia grande passione per le fiabe , che racconto nei miei spettacoli.

    Le mie storie parlano di animali, bambini, piante, naturalità dei luoghi, ma anche di situazioni difficili dovute al movimento di frane, alla forza delle inondazioni, al tremore dei terremoti...

    Con questo spazio voglio condividere i miei interessi con chiunque possa esserne interessato. Ciao.

    Qui sono con la mia famiglia a Londra.
    Londra 2007

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Archive for luglio 2013

Terremoto in Lunigiana 2013 (4): segni sulle viabilità

Posted by Paolo su 20 luglio 2013

Dopo gli abitati, sono le viabilità che hanno subito i danni del terremoto, danni che al momento attuale, però, sono in una fase di quiescenza, in attesa di una nuova riattivazione, che non necessariamente può derivare da ulteriori scosse sismiche.
Per queste ultime, posso mostrare l’interessante raccolta che l’amico e collega Marco Gatti ha realizzato, suddividendo tutte le scosse registrate per giorno, acquisendo i dati dai portali INGV + ISIDE. La raccolta è consultabile (in formato pdf) cliccando su sequenza dal 21 giugno al 17 luglio
La visione giornaliera dei dati registrati, sicuramente, complica il pensiero che, più o meno, ognuno possiede sul terremoto; gli ipocentri (la diversa colorazione dei puntini è dovuta alle profondità supposte per specifico sisma), oscillano all’interno di un rettangolone, il cui lato maggiore con direzione ENE-WSW ha una lunghezza di circa 18 km e un’altezza di circa 12. Da questa nuvola abbastanza compatta di punti, fa eccezione un settore nella porzione NW, che rappresenta i sismi registrati l’11 e il 12 luglio. Da un esame complessivo, aiutandomi con tutti i dati reperibili da INGV e RISSC (Univ. Napoli), si evincono almeno due movimenti differenti e forse tre. Pare, quindi, di osservare terremoti dovuti a più strutture, sicuramente concatenate (adiacenti) tra di loro. Da queste brevi valutazioni, effettuate esclusivamente sulla localizzazione dei terremoti, traspare una condizione strutturale di questa parte di territorio, compresa tra le due fosse tettoniche (graben) della Lunigiana a Nord e della Garfagnana a sud, piuttosto complessa e, sicuramente, degna di meritare approfondimenti tecnico specialisitici, da non inquadrare nella sola informazione scientifica.

Tornando alle viabilità, di seguito rappresento una serie di pareti rocciose prospicienti strade pubbliche, che in maniera più o meno evidente, sono state interessate da cadute di blocchi e apertura di fratture a seguito delle scosse sismiche.
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Molti addetti ai lavori potranno verificare la limitatezza dei blocchi instabili e il conseguente pericolo; i sopraluoghi speditivi effettuati in tale situazione, hanno verificato, difatti, porzioni litoidi instabili inferiori al metro cubo, ma non per questo non capaci di creare situazioni di rilevante pericolo. Si tratta comunque, di spessori superficiali allentati dai sismi; le porzioni dislocabili non si possono così riferire al singolo blocco, piuttosto all’intero materiale che può franare sulla viabilità, con volumi consistenti.

Per concludere, una modesta lezione di vita (lungi da me l’essere profeta!) che potrebbe avere come motto: prima di parlare, verificare se il cervello è collegato!
Alle volte una semplice, “occhiata” direttamente dall’auto di passaggio non può indicare il reale pericolo incombente; difatti dalla foto che segue non si percepisce un granché:
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Allora, bisogna fermarsi, aguzzare la vista (collegare il cervello!) e… guardare un po’ più in alto.
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Paolo.

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Terremoto in Lunigiana 2013 (3): informazioni non corrette

Posted by Paolo su 14 luglio 2013

Su La Nazione del 14 luglio 2013 in cronaca locale c'è un articolo a firma Monica Leoncini sull'incontro avvenuto ieri a Fivizzano alla presenza del Presidente Rossi, del responsabile della protezione civile nazionale Gabrielli e dei sindaci di Fivizzano (Grassi) e Casola in Lunigiana (Ballerini). In particolare, la seguente frase:
[]…All’incontro anche il sindaco di Casola Lunigiana, altro comune duramente colpito, Riccardo Ballerini: «I sindaci hanno il polso della situazione, si vive sul territorio. L’altro giorno si è bloccato il lavoro del Genio civile per problemi burocratici. E poi le banche del territorio non si sono fatte vive. Chiedo risposte mirate, veloci perché l’inverno da noi sarà tragico»…[]
Preme sottolineare come su circa 1900 sopraluoghi delle squadre tecniche per i rilievi, 1/3 (632) sono stati effettuati dai tecnici dei Geni Civili della Regione Toscana, di cui il 45% (280 sopraluoghi) dal genio Civile di Massa Carrara.
Leggendo la frase, pare che il Genio civile, per "capriccio", dopo 22 giorni di terremoto, abbia deciso di non intervenire per problemi "burocratici". Questa frase può ingenerare falsi ragionamenti sull'effettivo impegno svolto dall'intero gruppo, sulla massima disponibilità mostrata verso la popolazione interessata, nelle condizioni di estremo rischio in cui hanno operato molti tecnici rilevatori.

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Il più delle volte una piccola e insignificate catena di parole, viene interpretata in maniera sbagliata è può arrivare al punto di distrugge tutto il buono che si è fatto, l'impegno che si è profuso trascurando salute e famiglia; per fare un paragone è come mettere sullo stesso piano un granello di sabbia e una montagna.
Paolo

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Terremoto in Lunigiana 2013 (2): alcune evidenze

Posted by Paolo su 12 luglio 2013

La figura che segue mostra il posizionamento degli epicentri registrati tra il 21 giugno e il 12 luglio 2013 in Alta Toscana (Dati Dipteris – Università di Genova); la prima figura comprende i terremoti fino al 1 luglio, mentre nella seconda sono indicati quelli dal 1 al 12 luglio.
Sviluppo_Lunigiana

Quello che rappresento fa parte del mio personale ragionamento, supportato dalle conoscenze sismogenetriche dell’area. Come avevo già accennato nel precedente articolo, ci sono alcune evidenze nei movimenti sotterranei che, pare, non siano completamente conosciute.
I terremoti registrati fino al 1 luglio, paiono orientarsi con una direzione NE-SW; il meccanismo focale registrato da INGV per la scossa del 21 giugno, mostrava un movimento distensivo (faglia diretta) orientato N-S, che in linea di massima può ricondursi a quanto osservato in sito. Sempre nella prima figura è tracciata una freccia tratteggiata che, a grandi linee, rappresenta la maggiore densità registrata degli epicentri.

La seconda figura, ci mostra le evidenze dal 1 al 12 luglio. Si nota, come nello stesso arco di tempo della prima figura (11 giorni), il numero dei terremoti sia decisamente diminuito (nelle figure sono rappresentati tutti i sismi registrati da Dipteris); sia ancora presente una certa orientazione nella densità dei terremoti, paragonabile al primo intervallo di tempo; appaiono nuovi sismi, esterni al rettangolo, nella porzione superiore.
Pare, quindi, di vedere uno spostamento verso nord degli ultimi epicentri, che potrebbe significare una attivazione di un secondo movimento o la riattivazione della parte superiore dell’ipotizzata faglia diretta NE-SW.
Continuiamo a seguire gli sviluppi, nell’attesa di ricevere informazioni dal mondo scientifico sul probabile significato di quanto verificato fino ad ora.
Paolo

Girando per la rete, ho trovato un interessante articolo, redatto dal RISSC-Lab dell’Università di Napoli Federico II, che potete leggere cliccando qui

Un altro interessante dato, al 10 di luglio. Nel territorio di Fivizzano e Casola in Lunigiana, su 1900 edifici controllati dalle squadre composte da tecnici dei Geni Civili, AGEPRO, Province di Firenze, Massa Carrara e Arezzo, Università di Pisa e di Firenze, ordine degli Architetti di Firenze, Unioni di Comuni e vari comuni, risultava che circa 1050 abitazioni si presentavano agibili, 400 parzialmente inagibili e 450 totalmente inagibili.

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Terremoto in Lunigiana 2013: alcuni effetti

Posted by Paolo su 10 luglio 2013

Il terremoto che ha colpito la parte settentrionale della Toscana nella giornata di venerdì 21 giugno 2013, ha visto il suo epicentro tra gli abitati di Monzone (Fivizzano), Casola in Lunigiana e Minucciano. Il sisma, definito da alcuni come “scossetta” ha causato ampi danni nei comuni già ricordati; l’ipocentro a una profondità di circa 6,5 km ha avuto una Ml di 5,1 (dati Dipteris). Esso è stato seguito da importanti scosse: 3,7 e 3,9 nello stesso giorno, 4,4 e 3,7 il 23 giugno,  4,4 e 3,5 il 30 giugno, tutte a profondità comprese tra i 3 e i 6 chilometri.

Pizzo d'Uccello

Le evidenze morfologiche più significative sono state quelle relative alle frane di crollo, alla densificazione e amplificazioni locali dovute, essenzialmente alla topografia. Di seguito alcune frane di crollo visionate nel Solco di Equi.

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Effetti di densificazione (addensamento) di materiali artificiali (riporti stradali e banchina) osservati sulla viabilità per Ugliancaldo. La prima foto è precedente alla scossa di 4,4 del 30 giugno e la successiva e del 1 luglio.

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Una tipica fessurazione a croce sulla facciata della chiesetta di Ugliancaldo; la scossa del 30 giugno ha fatto cadere l’arco campanario e aperto una nuova fessura sul muro prospiciente la viabilità, che è stata interdetta.

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Alcuni pesanti effetti su di un edificio in loc. Equi Terme.

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Possibili riattivazioni di un noto movimento franoso in loc. Mezzana (Fivizzano).

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Nel paese di Regnano Castello (Casola in Lunigiana) sono stati osservati molti crolli parziali e un’ampia fessurazione degli edifici presenti, che fanno pensare a possibili amplificazioni delle onde sismiche dovuti sia all’aspetto morfologico del luogo (sottile cresta) sia per quanto riguarda la litologia (alluvioni terrazzate soprastanti a substrato roccioso). Ecco gli effetti visionati.

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Ecco Castello sulla cresta in alto a destra e poco sotto l’abitato di Poggio.

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Altre immagini di Castello.

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Lo spanciamento (troncatura) di un muro in bozze, ha richiamato il terreno retrostante.

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Lungo il sentiero pedonale che sale al borgo, venendo da Poggio.

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Facendo un rapido confrontro tra le coordinate degli epicentri registrati per i terremoti con Ml>2 fino al 1 luglio e le ubicazioni delle sorgenti sismogenetiche conosciute e presenti nell’area interessata, appare questa figura (tratta da Iside + Diss 3.0).

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Brevemente, i poligoni arancioni sono le faglie; in basso a dx abbiamo quella denominata Garfagnana Nord e in alto appare quella di Aulla. Tali poligoni rappresentano le aree dove ricadono gli epicentri dei terremoti causati, appunto, da tali sorgenti sismiche. Come si può notare una buona parte degli epicentri, tra cui la scossa principale di Ml = 5,1, sono esterni a queste aree. Questo, dovrebbe significare, che le strutture che hanno causato tali terremoti, non sono rappresentate nella figura, che mostra lo stato della conoscenza della situazione sotterranea di questa parte della Toscana o perlomeno ciò che al momento, risulta più chiaro. Si tratta, quindi, a mio parere, di un movimento non ancora ben determinato nel suo insieme; personalmente, gradirei che le strutture scientifiche cercassero di dare una motivazione sulla localizzazione degli epicentri rispetto alle strutture sismogenetiche conosciute e potessero aggiungere ulteriori informazioni tecniche, di cui, sicuramente, non sono a conoscenza.
Sarà ben gradito chi vorrà partecipare in questo approfondimento sismologico-strutturale o semplicemente inviare fotografie di altri effetti significativi del terremoto in questione.
Paolo

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