Fiabe e Frane

Le Fiabe per tutti

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    CIAO! Questo è il mio BLOG
    Mi chiamo Paolo Cortopassi e sono un geologo dal 1991. Lavoro nell'Alta Toscana nei settori della prevenzione sismica sugli edifici (terremoto) e del dissesto idrogeologico (frane).

    Dal 2004 ho iniziato a sviluppare la mia grande passione per le fiabe , che racconto nei miei spettacoli.

    Le mie storie parlano di animali, bambini, piante, naturalità dei luoghi, ma anche di situazioni difficili dovute al movimento di frane, alla forza delle inondazioni, al tremore dei terremoti...

    Con questo spazio voglio condividere i miei interessi con chiunque possa esserne interessato. Ciao.

    Qui sono con la mia famiglia a Londra.
    Londra 2007

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Terremoto

Il 15 settembre 2010 nel teatro di Villafranca in Lunigiana (MS)si è tenuto un convegno scientifico avente come tema il terremoto del 7 settembre 1920; l’incontro è stato dedicato al collega geol. David Giuntini dell’Autorità di Bacino del Fiume Magra, prematuramente scomparso durante un’escursione sulle Alpi Apuane il 21 agosto scorso. Il convegno rientrava nella manifestazione chiamata apriamoci al terremoto ;cliccandoci sopra si può leggere il programma.

Se v’interessa potete scaricare anche il manifesto in formato A3.

Per chi fosse interessato riporto l’intervento tenuto il giorno 22 settembre al teatro di Villafranca in Lunigiana, che ha riassunto il convegno del 15 precedente. Per scaricare in formato pdf cliccate su Riassunto del Convegno del 15 settembre

Il 19 maggio 2010 a Fivizzano si è tenuta la manifestazione PERCORSO TERREMOTO, organizzata con i sismologi Elena Eva e Stefano Solarino dell’INGV-Università di Genova. L’incontro è stato rivolto verso i bambini delle classi III, IV e V delle scuole elementari e della prima classe delle medie, e ha mostrato tre modi diversi per conoscere il terremoto e i suoi effetti. Maggiori informazioni, cliccando su Percorso terremoto INGV

Il 9 aprile 2010 ho avuto il piacere di partecipare come relatore all’interno di un corso per geometri, svolto a Pontremoli (MS); l’argomento che ho presentato è relativo alla presentazione della relazione geologica negli interventi sugli edifici esistenti. Chi fosse interessato a visionare il materiale presentato può cliccare su Corso geometri 2010

La classificazione sismica dell’Italia.
Già dopo il terremoto del 1783 in Calabria si ebbe una prima classificazione sismica : dobbiamo però aspettare il forte terremoto del 1908 (28 dicembre, Reggio Calabria e Messina) per vedere applicata una vera e propria classificazione dei comuni interessati dal sisma, principalmente in Calabria e Sicilia. Successivamente vi furono altri forti terremoti che sconvolsero l’Italia, tra i quali riporto quelli con un valore di Magnitudo Richter maggiore di 6: Avezzano (Abruzzo) nel 1915; Mugello (Toscana) nel 1919; Lunigiana e Garfagnana (Toscana) nel 1920; Vulture (Campania) nel 1930; Irpinia (Campania) del 1962; Belice (Sicilia) del 1968; Gemona (Friuli Venezia Giulia) nel 1976 e Patti (Sicilia) nel 1978.
Si dovette aspettare il forte terremoto dell’Irpinia (Basilicata) nel 1980, per avere uno studio complessivo dell’Italia che portasse ad una classificazione omogenea dell’intera penisola. In questa classificazione che qui sotto potete osservare, vi erano tre categorie sismiche con una pericolosità massima corrispondente alla prima classe.

A seguito del terremoto Umbria Marche del 1997, si procedette ad una nuova classificazione, sempre con tre categorie di pericolosità sismica.

Abbiamo dovuto aspettare il disastro della scuola di San Giuliano di Puglia (terremoto del Molise del 2002) per vedere, finalmente, una classificazione sismica dell’Italia intera comprendente, stavolta, quattro categorie.

Ma forse tutti non sanno che all’indomani del terremoto del Molise del 31 ottobre 2002 (magnitudo Richter Ml=5,4) fu prodotta un’ordinanza di protezione civile (3274 del 2003) nella quale oltre a suddividere tutto il territorio italiano in quattro classi di pericolosità sismica si andava, anche, a modificare le procedure di calcolo per la definizione dei progetti delle varie opere da costruire o ristruttuare (edifici, ponti, opere di sostegno, ecc.). Ebbene, questa grande modifica sulle procedure di calcolo e sull’acquisizione delle caratteristiche sismiche del sito di progetto, ha trovato piena applicazione solo al 1 luglio 2009, ovvero oltre sei anni dopo essere stata concepita e questo perchè il 6 aprile 2009 c’è stato il terremoto dell’Abruzzo (Ml 5,8). Quindi, sono stati necessari due terremoti rovinosi e luttuosi per obbligare una progettazione sismica al passo con le conoscenze tecniche acquisite nel tempo. Come dire… meglio tardi che mai!

Riporto a titolo di esempio, tutti i terremoti registrati a Viareggio nel periodo 1740-1976, classificati per intensità decrescente (Viareggio_elenco_terremoti); il periodo corrisponde alle registrazioni storiche e recenti che sono disponibili per Viareggio. La ricerca vien fatta su archivi storici pubblici e privati, giornali dell’epoca e tutto quanto può riportare testimonianze di tempi passati. Il comune di Viareggio è in classe 3 di pericolosità (classificazione 2003), che corrisponde ad una valore basso di sismicità.
Vi segnalo un sito molto interessante dove potrete iniziare a capire come sono stati individuati i danni dei terremoti passati; l’indirizzo da cliccare è Catalogo dei forti terremoti

 
Ecco un’interessante figura
Quella che vi mostro adesso è la mappa degli effetti al suolo del terremoto Lunigiana-Garfagnana del 7 settembre 1920. Il terremoto raggiunse il X grado della scala MCS su due abitati, rispettivamente Vigneta (Casola in L.) e Villa Collemandina. Nella mappa sono rappresentate (con pallini di color giallo) le località dove l’intensità MCS registrata è stata >= VII.

A presto

 

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6 Risposte to “Terremoto”

  1. omnologos said

    Quello che mi preoccupa, conoscendo un po’ la zona e le sue pratiche, e come accade piu’ o meno ovunque in Italia, e’ la qualita’ delle nuove costruzioni

    • Paolo said

      Grazie per il commento, un po’ stringato, dal quale si capisce che la preoccupazione per i danni di un terremoto è relativa alle nuove costruzioni, ovvero quello che viene realizzato oggi è “sismicamente” peggiore degli edifici antichi. Se quando ti riferisci alla “zona e le sue pratiche” intendi la Toscana o la Lunigiana, forse andrebbe aperto un chiarimento che non può trovare, certo, spazio nella mia risposta. Sei invitato alla manifestazione sul terremoto e forse, ti potrebbe essere utile l’incontro pomeridiano del 22 settembre, nel quale parleranno proprio della vulnerabilità degli edifici esistenti (e di come debbano essere ristrutturati o costruiti i nuovi). Se hai bisogno di altre informazioni, non esistare a scrivere. Ciao. Paolo

      • omnologos said

        Perdonami la laconicita’. Purtroppo vivo all’estero, e sono in Lunigiana solo durante le vacanze, per cui non potro’ assistere alle manifestazioni (quella del 22 con gli esperti su prevenzione ed edilizia sismica sarebbe stata in effetti molto interessante).

        Dopo quello che e’ successo p.es. a San Giuliano di Puglia, ed avendo constatato con mano le “tecniche edilizie” praticate da alcuni in Lunigiana e non solo, proprio non ho alcuna fiducia riguardo il prossimo terremoto.

        Se non ci svegliamo dopo quanto e’ successo alla Casa dello Studente dell’Aquila…

        Chi costruisce male, sta uccidendo qualcuno nel futuro.

  2. Fede said

    Queste iniziative di sensibilizzazione sono lodevoli: gli abitanti delle zone sismiche italiane devono essere consapevoli della situazione e devono essere informati sui comportamenti e sulle iniziative che loro stessi (al di là del pur doveroso intervento delle istituzioni) possono intraprendere per mitigare il rischio.
    Comunque nell’Appennino settentrionale le forti scosse non sono così frequenti come in quello meridionale e, a mio parere, pur essendo consapevole che i terremoti non possono essere previsti e sono irregolari nella loro frequenza, ci vorranno ancora decenni prima di una nuovo forte evento in Lunigiana. Speriamo che sia così.
    Ciao, Fede.

    • Paolo said

      L’argomento “terremoto” è difficile da discutere in tempo, per così dire, di pace (mi riferisco alla Lunigiana), ovvero a distanza di 90 anni dall’ultimo grande terremoto. Ma i decenni che potranno passare (come dici tu) per un nuovo forte evento, non possono essere lasciati trascorrere, ritenendo che un terremoto forte, ora, sia poco probabile. Le statistiche sono numeri, basati su più o meno accurati studi, ma sempre numeri; del resto il caso dell’Aquila ha aperto nuovi scenari sull’evoluzione della scossa principale e, stai pur certo che tante altre nuove considerazioni verranno fuori dai prossimi terremoti che prima o poi (ahimè) colpiranno la nostra penisola. Gli studiosi compiranno, nel frattempo, le dovute ricerche e noi dovremo considerare la prevenzione sismica edilizia, come l’unica arma che al momento ci può tutelare dal terremoto. Paolo.

      • omnologos said

        “Arma” e’ la parola giusta.

        Non e’ il terremoto, di solito, a fare delle vittime (pensiamo a una scossa di magnitudo 9 in un deserto assolutamente piatto…al massimo, potra’ capitare una distorsione alla caviglia o un polso fratturato cadendo male). Ad uccidere sono gli edifici che crollano, i soprammobili che cadono, le linee elettriche che si rompono ma rimangono in alta tensione, etc etc

        L’edilizia (fatta male) dunque puo’ uccidere, anzi uccidera’ quasi sicuramente, e quindi al tempo stesso e’ l’edilizia (fatta bene) la prima cosa su cui concentrarsi per evitare quelle morti.

        Anzi, considerati tutti i morti che ci sono stati in Italia negli ultimi secoli, ci sarebbero le condizioni per accusare di tentato omicidio tutti coloro che costruiscono senza rispettare almeno le minime regole antisismiche.

        C’e’ una terribile foto del terremoto di Messina del 1908, che ora non riesco a trovare su Google, che mostra in mezzo alla devastazione totale l’unica casa rimasta. E’ praticamente indenne, ed e’ quella evidentemente costruita dall’unico “idiota” che aveva deciso di non giocare alla roulette russa con la sua famiglia…

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