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    Mi chiamo Paolo Cortopassi e sono un geologo dal 1991. Lavoro nell'Alta Toscana nei settori del dissesto idrogeologico (frane) e della prevenzione sismica sugli edifici (terremoto).

    Dal 2004 ho iniziato a sviluppare la mia grande passione per le fiabe , che scrivo e rappresento in spettacoli musicali per bambini.

    Le mie storie parlano di animali, bambini, piante, naturalità dei luoghi, ma anche di situazioni difficili dovute al movimento di frane, alla forza delle inondazioni, al tremore dei terremoti...

    Con questo spazio voglio condividere i miei interessi con chiunque possa esserne interessato. Ciao.

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Terremoto in Lunigiana 2013 (2): alcune evidenze

Posted by Paolo su 12 luglio 2013

La figura che segue mostra il posizionamento degli epicentri registrati tra il 21 giugno e il 12 luglio 2013 in Alta Toscana (Dati Dipteris – Università di Genova); la prima figura comprende i terremoti fino al 1 luglio, mentre nella seconda sono indicati quelli dal 1 al 12 luglio.
Sviluppo_Lunigiana

Quello che rappresento fa parte del mio personale ragionamento, supportato dalle conoscenze sismogenetriche dell’area. Come avevo già accennato nel precedente articolo, ci sono alcune evidenze nei movimenti sotterranei che, pare, non siano completamente conosciute.
I terremoti registrati fino al 1 luglio, paiono orientarsi con una direzione NE-SW; il meccanismo focale registrato da INGV per la scossa del 21 giugno, mostrava un movimento distensivo (faglia diretta) orientato N-S, che in linea di massima può ricondursi a quanto osservato in sito. Sempre nella prima figura è tracciata una freccia tratteggiata che, a grandi linee, rappresenta la maggiore densità registrata degli epicentri.

La seconda figura, ci mostra le evidenze dal 1 al 12 luglio. Si nota, come nello stesso arco di tempo della prima figura (11 giorni), il numero dei terremoti sia decisamente diminuito (nelle figure sono rappresentati tutti i sismi registrati da Dipteris); sia ancora presente una certa orientazione nella densità dei terremoti, paragonabile al primo intervallo di tempo; appaiono nuovi sismi, esterni al rettangolo, nella porzione superiore.
Pare, quindi, di vedere uno spostamento verso nord degli ultimi epicentri, che potrebbe significare una attivazione di un secondo movimento o la riattivazione della parte superiore dell’ipotizzata faglia diretta NE-SW.
Continuiamo a seguire gli sviluppi, nell’attesa di ricevere informazioni dal mondo scientifico sul probabile significato di quanto verificato fino ad ora.
Paolo

Girando per la rete, ho trovato un interessante articolo, redatto dal RISSC-Lab dell’Università di Napoli Federico II, che potete leggere cliccando qui

Un altro interessante dato, al 10 di luglio. Nel territorio di Fivizzano e Casola in Lunigiana, su 1900 edifici controllati dalle squadre composte da tecnici dei Geni Civili, AGEPRO, Province di Firenze, Massa Carrara e Arezzo, Università di Pisa e di Firenze, ordine degli Architetti di Firenze, Unioni di Comuni e vari comuni, risultava che circa 1050 abitazioni si presentavano agibili, 400 parzialmente inagibili e 450 totalmente inagibili.

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5 Risposte to “Terremoto in Lunigiana 2013 (2): alcune evidenze”

  1. simona said

    Sarebbe da fare una sezione geologica perpendicolare a quelle due faglie .c’è ne sarà già una?
    Sono interessata agli effetti locali che ci sono stati ,vi siete già fatti un’idea ?

  2. Mauro Chessa said

    Ciao Paolo, in effetti, da profano, ci sono alcune cose poco chiare: la disposizione degli ipocentri sembrerebbe mutuare l’orientamento del sistema della linea di Massa-M. Cervarola e linea del Secchia, che però sono più profonde, mentre sembrano avere la profondità dell’Etrurian Fault System che invece ha direzione appenninica. Potrebbe essere una dislocazione secondaria dell’EFS? tornerebbe anche con la posizione a cavallo tra la porzioni lunigianese e garfagnina dell’EFS.
    Mauro Chessa

    • Paolo said

      Caro Mauro, il meccanismo focale individuato per la scossa del 21 giugno, indicava una faglia distensiva E-W, ma dall’esame degli epicentri fino al 1 luglio non si ritrova tale quadro. Nell’area è indicata la faglia transtensiva NATZ, cha ha proprio andamento E-W (congiunge la terminazione sud del graben della Lunigiana, con quello Garfagnana nord, confinando con il nucleo Apuano), che lascia supporre sia stata considerata come origine della scossa principale (tanto distensiva e poco trascorrente!). In effetti, gli ultimi epicentri, potrebbero esser dovuti a una dislocazione secondaria della NATZ (parte della EFS), poco più a nord (5÷10 km). Paolo

  3. annabella remorini said

    Ero la per la prima scossa…casa di mia madre inagibile! Costretta a rientrare per l’impossibilità a proseguire le mie poche ferie! Sono ritornata la domenica della settimana sucessiva…nuova discreta scossa! Tante cose lasciate sotto i calcinacci e la fine del sogno di invecchiare serena di
    mia madre dove lascia una vita
    intera.Equi Terme.

    • Paolo said

      Gentile signora Annabella, comprendo il suo stato d’animo come quello di altre centinaia e centinaia di persone che vivono in questi luoghi. La speranza di tutti è quella di poter, comunque, ricontinuare a vivere, una volta risolti i danni creati dal terremoto; la soliderietà e l’aiuto fornito è stato basilare per questa prima fase di emergenza. D’ora innanzi bisognerà abituarsi ad attendere, ma non credo che i tempi saranno poi così lunghi; sono convinto e lo spero con tutto il cuore, che gli aiuti che verranno potranno permettere di riabitare, ben presto, i Vostri cari paesi. Un abbraccio. Paolo

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