Fiabe e Frane

Le Fiabe per tutti

  • Fiabe e frane

    CIAO! Questo è il mio BLOG
    Mi chiamo Paolo Cortopassi e sono un geologo dal 1991. Lavoro nell'Alta Toscana nei settori della prevenzione sismica sugli edifici (terremoto) e del dissesto idrogeologico (frane).

    Dal 2004 ho iniziato a sviluppare la mia grande passione per le fiabe , che racconto nei miei spettacoli.

    Le mie storie parlano di animali, bambini, piante, naturalità dei luoghi, ma anche di situazioni difficili dovute al movimento di frane, alla forza delle inondazioni, al tremore dei terremoti...

    Con questo spazio voglio condividere i miei interessi con chiunque possa esserne interessato. Ciao.

    Qui sono con la mia famiglia a Londra.
    Londra 2007

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Archive for the ‘Landslides’ Category

Spettacoli Estate 2018

Posted by Paolo su 23 giugno 2018

Il 15 luglio è ritornato Il Baffardello delle grotte, ad Equi Terme, portando i suoi Chiacchiericci sulla geologia.

Abbiamo parlato del CICLO DELLE ACQUE, in una incredibile storia che ha visto la lepre di nome LEPRE, come protagonista assoluta.

Ecco alcune immagini del pomeriggio, terminato con una merenda al fresco della grotta della Buca.

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Il 15 giugno, con lo “Slow Travel Feast” di Filetto (MS), in un pomeriggio d’inizio estate, nello splendido scenario della Selva di Filetto.

Abbiamo parlato di rocce e di terremoto, coadiuvato dall’anziano Baffardello Budino, che si è presentato con uno sfrenato balletto (solito esibizionista!)

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Poi  con i simpatici bamboretti presenti, abbiamo provato i movimenti dati dalle Onde P e da quelle S; è andato tutto bene!

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E per finire… ecco come si muovono i grattacieli!

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Alla prossima!

 

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Brevi nozioni sulla fiaba

Posted by Paolo su 17 febbraio 2018

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Introduzione

Il linguaggio della fiaba è universale; esso va bene per tutte le età, le razze e i diversi popoli che abitano la Terra.

La sua origine non è conosciuta; non esiste né un periodo né un luogo specifico che possa identificarne, univocamente, la nascita.

I primi racconti sono sorti in molti luoghi disseminati sul nostro pianeta, ed hanno iniziato a raccontare la realtà dei fatti; si può immaginare che storie simili siano state concepite anche nello stesso periodo temporale, ma in luoghi distanti migliaia di chilometri e da soggetti completamente differenti. Oppure, sono sorte in un contesto specifico e da questo sono migrate lontano; questa diffusione le ha modificate nei particolari, ma non nei contenuti generali ed è anche per questo che storie simili si sono sviluppate in India, come in Europa.

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Come detto le primordiali storie (non stiamo ancora parlando della fiaba!) si basavano sulla realtà, ma pure su ciò che allora s’intendeva per realtà o meglio su ciò che alcuni nel corso della vita avevano osservato e in qualche modo, cercato di spiegare. La vita di tutti i giorni era fatta di amore, paura, abbandono, guerra, infelicità, gioia, morte, ovvero di tutti quei fatti e di stati d’animo che ancora oggi ci appartengono. Non mancavano, quindi, gli spunti per raccontare situazioni differenti e particolari, ma pur sempre con fondi di variabile verità.

Andiamo oltre e proviamo a pensare a un maremoto osservato da un’altura o ad un’aurora boreale o ad uno sprofondamento di un terreno o alla giornaliera variazione del livello delle acque dovuto alle maree. Tutte esperienze quasi impossibili da capire per quei tempi, alle quali i più fantasiosi, però, davano motivazioni più o meno bizzarre.

E non possiamo trascurare le diverse malattie mentali che potevano affliggere quegli esseri umani (pazzia, demenza, allucinazione,…) e nemmeno i problemi fisici sugli esseri viventi; anche queste diversità facevano parte di fenomeni poco chiari, ma vi erano soggetti che ne davano la propria interpretazione e da queste ne nascevano nuove storie.

Tutto ciò non deve però far pensare che l’ideazione della struttura letteraria della fiaba sia avvenuta allora; le varie caratteristiche proprie di ciò che oggi definiamo fiaba e che in seguito descriveremo, hanno avuto un lungo percorso formativo durato molto tempo.

E non si può neanche pensare che coloro che hanno iniziato a divulgare le cosidette prime fiabe, siano state delle persone prese dal popolo, degli ignoranti che si divertivano in tal modo. La complessità e l’unicità del racconto fiabesco, comporta buoni livelli di conoscenza e solo colui che possedeva queste capacità era in grado di narrare in modo che gli ascoltatori fossero molto interessati dalle parole che venivano udite.

Si può quindi immaginare che vi siano stati dei “sapienti creatori” della singola o di più fiabe, i quali abbiamo tramandato al popolo, oltre al contenuto, anche l’appropriato modo divulgativo; lo stesso popolo, ha così continuato a divulgare il racconto diffondendolo nei territori e allo stesso tempo apportando modifiche, inserendo ed eliminando vari dettagli. Anche per questo, come già accennato, sono nate più versioni di un medesimo racconto, frutto delle situazioni, delle epoche, dei luoghi e delle persone.

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1.0 VARI ASPETTI DELLA FIABA

Nel corso del ventesimo secolo innumerevoli e validi studiosi (“studiosi di folclore” secondo Luthi) hanno prodotti svariati lavori dedicati alle fiaba in generale; partendo dalla propria struttura (Propp con le sue famose funzioni), all’interpretazione psicoanalitica (Bettelheim), all’analisi letteraria (Luthi), all’interpretazione onirica (Jung, Von Franz) e questo citando solo alcuni tra i più rappresentativi.

Grazie ai lavori di questi esperti, ecco di seguito un elenco delle varie caratteristiche letterarie della fiaba, ovvero delle forme dei contenuti che si ritrovano nelle storie. Ovviamente in un singolo racconto non troveremo mai tutte le proprietà di seguito descritte, ma tutte le fiabe presentano uno o più aspetti di quelli descritti nei paragrafi seguenti.

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1.1 – FIABA E REALTÀ. La fiaba riporta azioni reali, ma allo stesso tempo è lontana dalla realtà. Questa caratteristica si percepisce sin dall’inizio; difatti per introdurci al racconto vi sono diverse formule di rito, che però fanno subito comprendere che non andiamo a parlare di qualcosa di attuale. Le formule più conosciute sono “C’era una volta”, “Tanto tempo fa”, ma anche dizioni più goliardiche del genere “Quando ancora i gatti volavano”, per citarne una. Possiamo anche aggiungere che la fiaba è qualcosa di quasi naturale che si discosta dalla nostra realtà, rimane lontana perché vive nel suo mondo; in questo “quasi naturale” ovvero nella più o meno somiglianza con la realtà, coesiste la correlazione con la vita vera.

1.2 – RACCONTO D’AVVENTURA. La fiaba è un susseguirsi di azioni, di avvenimenti che portano i personaggi a muoversi nella risoluzione dei vari problemi. La cosa importante, ciò che rappresenta uno dei messaggi principali della fiaba è quindi l’azione, la dinamicità delle varie scene.

1.3 – DESCRIZIONI. La fiaba non contiene descrizioni al di là di ciò che è importante ed essenziale per la storia. Facciamo degli esempi: il bosco è solo un bosco; gli occhi di un personaggio rimangono tali e non sono descritti del tipo “taglio tondo con l’iride multicolore e incastonati a perfezione nel viso”; non vi sono definizioni dettagliate dei colori; ecc.

Il racconto è chiaro e conciso; le azioni che si svolgono sono semplificate; i personaggi sono ben tratteggiati e per essi, di solito, non si ricorre ai nomi propri, bensì alle loro attività quali possono essere il Principe, la Regina, il fornaio, il fratello, ecc.. I personaggi sono quindi tipici, ma non unici.

La mancata descrizione non è una perdita, ma un guadagno perchè conferisce ad ogni elemento la propria forma e lascia più nitida la vera caratteristica, che come detto è il racconto d’avventura.

1.4 – ESSERI SOPRANNATURALI. Quanto detto nel precedente paragrafo, vale per ogni oggetto e personaggio e tra questi anche per gli esseri soprannaturali, volendo intendere streghe, maghi, giganti e così via. Tali personaggi sono importanti per l’andamento della storia, ma non suscitano particolare interesse per il loro aspetto, anche orribile. Coloro che incontrano questi esseri, non risultano impressionati più di tanto e sono affrontati in maniera semplice e poco o nulla drammatica.

Tali esseri, di solito, sono collegati all’OGGETTO MAGICO che entra nel racconto per risolvere uno specifico problema. Il suo utilizzo è ben determinato e solitamente unico; esso viene percepito per quello che rappresenta (una pietra; un anello; una pentola; ecc…) e in ogni modo non con l’intensità che andrebbe riservata a un oggetto con magiche proprietà; dopo essere stato usato, scompare dal racconto. L’oggetto magico dona un PRODIGIO (mediante il quale viene risolto il problema) e di fronte ad esso, non c’è quasi mai, stupore.

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1.5 – NUMERI. I numeri prediletti nella fiaba sono l’1 (l’eroe; l’antagonista; ecc…); il 2 (i fratelli, le sorelle, ecc…); il 3 (le prove; i tentativi; ecc…); il 7 (Pollicino; sette fratelli; ecc…); il 12 (Dei dell’Olimpo; Cavalieri Tavola rotonda; ecc…)

1.6 – ISOLAMENTO. Nella struttura letterale della fiaba troviamo questa proprietà, che indica come un’azione venga ripetuta più volte e le successive alla prima non fanno bagaglio delle informazioni già avute. In pratica il personaggio della storia non bada alla somiglianza delle situazioni, ma agisce sempre ripartendo da zero.

Un paio di esempi per comprendere meglio questo aspetto.

– Un tizio viene inviato in uno specifico luogo per effettuare un determinato compito, ma questi trova sul suo percorso un “disturbo” che lo convince a fare un’altra azione. Ritornato alla sua dimora, all’inizio viene rimproverato per la disubbidienza effettuata, ma poi, il giorno successivo, reindirizzato al compito primordiale, che ancora non effettuerà per altre due volte e subirà lo stesso castigo nel ritorno a casa.

– Ad un tizio viene imposto il superamento di una prova per la conquista di un premio e questo avviene; allora chi aveva imposto la prima prova, ne indica una seconda e poi una terza. Colui che si trova così a dover superare le prove, non si lamenta di questo aggravio, procede avanti e non chiede il motivo di una ulteriore prova.

1.7 – RIPETIZIONI. Nella fiaba troviamo di frequente molte ripetizioni, sia che si tratti di azioni e prove come negli esempi del paragrafo precedente, sia che si tratti di particolari frasi o di solo parole del racconto. Se in poche righe viene ripetuto tre o quattro volte la stessa parola (es. “bellissimo”), esso serve a mettere in risalto l’oggetto del discorso a cui l’aggettivo viene dedicato.

La ripetizione letterale di frasi o singole parole, è inoltre base indispensabile di un buon narratore; questi non potrà mai dire frasi del tipo: “Tutto avvenne come la prima volta”, bensì sarà necessario ripetere tutto una seconda volta.

 

 

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1.8 – FIABE E REALTÀ 2. Come detto la fiaba è correlata alla vita vera e rappresenta gli sforzi da compiere contro le difficoltà che si incontrano. Superare tali avversità, rappresenta un messaggio che dice come questo sia possibile e tutti sono in grado di riuscirci. Si può così pretendere una vita gratificante e felice, ma alle volte è necessario combattere per ottenerla.

Nelle fiabe cosidette popolari che si differenziano da quelle classiche per un più fedele rispetto della tradizione orale e da una diffusione correlata a uno specifico territorio, questa apparente coerenza con la realtà è ancora più vera. Questo accade perché all’interno delle stesse storie, sono riportate particolari situazioni di specifici momenti storici, luoghi e abitudini locali, usanze caratteristiche che appunto ne permettono una localizzazione più circoscritta a uno specifico (esistente) territorio. La sua formazione è la medesima, basata su antiche storie che una volta trasportate dai cantastorie in altri contesti geografici, hanno attecchito modificandosi nei particolari territoriali e culturali. Troviamo perciò modifiche inerenti alle abitazioni, alle attività lavorative, agli animali domestici, agli oggetti, ai personaggi principali e via dicendo, lasciando però inalterato il tema dominante del racconto.

Per questi motivi la fiaba popolare si trova ancora più vicina alla realtà.

 

2.0 FUNZIONI EDUCATIVE DELLA FIABA

L’esperienza di raccontastorie dei miei primi dieci anni di attività (2008-2017) nei quali ho effettuato circa 150 tra spettacoli all’aperto, nelle scuole e nelle biblioteche, mi ha convinto ancora di più nel ritenere le fiabe, veramente, importanti per lo sviluppo del bambino.

Non mi è mai capitato di trovare un rifiuto da parte dei giovani spettatori, dopo che avevo detto loro che avrei raccontato una fiaba; e questo anche portando classici come “Cappuccetto Rosso” e “Cenerentola”, che anzi in certe occasioni hanno riscosso un interesse maggiore delle mie aspettative.

Non sono mai riuscito a salvare il Lupo, che tutti, ma proprio tutti, volevano vedere morto. So che non è educativo, oltre che un errore, cercare di ribaltare la realtà (il “grande” cattivo che viene perdonato), ma alcune volte ho voluto provare e il risultato è risultato sempre quello.

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Per questi e per altri motivi, mi sembra così importante elencare alcune tra le funzioni educative, che aiutano i bambini a imparare, conoscersi, confrontarsi e divertirsi.

 

  • Rappresentazione della vita. Un argomento, questo, già analizzato in precedenza è proprio quello di rappresentare la vita con tutti i suoi aspetti (amore, gelosia, separazione, abbandono, paura, inferiorità, diversità, morte) in modo chiaro e aderente alla realtà. La lotta contro di essi è inevitabile e soltanto chi non si ritira, chi si allontana da essi, può sperare di risorverli e di uscire vittorioso.

  • Imparare a conoscerci meglio. La fiaba viene adattata dal lettore che ne prende le porzioni che più lo interessano. In tal modo il lettore si scopre interessato e impara a capire ciò che più lo attira, quello che più si avvicina al suo modo di essere, che può anche variare con il tempo o la specifica situazione.

  • Educazione morale. Sebbene la fiaba non contenga per sua struttura, un epilogo descrittivo del messaggio, grande o piccolo, che porta, essa contiene modalità che permettono di capire il bene e il male, in senso lato, in modo comprensibile e facile.

  • Sviluppo della fantasia. La fiaba insegna a creare e provare nuove idee; non ci sono limiti in questi campi.

  • Opera d’arte. Soddisfa i piaceri artistici presenti in tutti i lettori, rendendoli attori anche se non lo sono mai stati. Chiunque attraverso la narrazione e la recitazione effettuata a qualsiasi livello professionale, può immedesimarsi nei personaggi del racconto e soddisfare quei bisogni artistici, che specialmente nei bambini e nei ragazzi, sono più presenti.

Uccello

Questo ultimo aspetto, ricopre un ruolo fondamentale dell’educazione che la fiaba offre, in particolar modo verso i più giovani. Recitando il personaggio scelto o quello a loro assegnato, i giovani attori si immedesimano subito nella parte, ma non travalicano gli altri per mostrarsi più bravi. Ognuno conosce le proprietà del personaggio interpretato (Lupo, Cappucceto Rosso, Fata, Cenerentola, Principe Azzurro, ecc…) e sa quanta parte recitante potrà compiere nella storia; non c’è, quindi, l’intenzione di esagerare, di superare quanto consentito, ma bensì di rimanere nei proprio ruoli.

Vi è un ordine, un rispetto reciproco che si stabilisce al momento stesso che inizia la recitazione; e questo accade anche tra bambini che non si conoscono. Proprio una bella lezione di vita!

Bibliografia

  • Bruno Bettelheim – Il Mondo incantato

  • Silvia Blezza Picherle – Sulla fiaba e sull’avventura

  • Max Luthi – La fiaba popolare europea

  • Vladimir J. Propp – Le radici storiche dei racconti di fate

  • Marie-Louise von Franz – Le fiabe interpretate

  • Marie-Louise von Franz – Il mondo dei sogni

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Oh che bel castello!

Posted by Paolo su 24 gennaio 2018

Il 19 gennaio 2018, presso il Castello di Terrarossa nel comune di Licciana Nardi (MS), si è svolta una giornata d’altri tempi, con numerose attività che hanno impegnato diversi scolari della scuola primaria e secondaria di primo grado.

Locandina

Il mio gruppo era composto da 10 baldi giovani, con i quali ci siamo cimentati nella creazione di una fiaba, a cui è stato dato questo titolo:

AVVENTURE NEL BOSCO: l’Anello di Fuoco.

Poi, non paghi del risultato raggiunto, nel pomeriggio abbiamo messo in opera la recita della fiaba, con tanto di danza finale. Ecco alcune immagini dello spettacolo.

Inizio

I due Fratellini che discutono.

Seconda

La Pazza del bosco che parla con la Bambina, la quale rimane un po’ sorpresa dei suoi discorsi. Dietro la Pazza c’è l’Arrangiatore dei suoni che di tanto in tanto allietava le varie scene con varia strumentazione musicale.

terza

La Strega e il suo fidato Corvo.

quarta

La Bambina ha finalmente ritrovato il suo Gatto.

quinta

Consulto con la Maga per cercare un aiuto!

sesta

Il ringraziamento finale verso il pubblico che ha riservato scroscianti applausi per i nostri bravissimi attori in “erba“. Ecco i nomi:

Alma Cadonici, Agata Fierli, Tommaso Giuliotti, Matteo Luccini, Arianna Pacini, Caterina Pedrelli, Mariam Salim, Martina Tonelli, Greta Vinciguerra.

settima

Chi vuole, può scaricarsi la fiaba cliccando su: AnelloDiFuoco_Terrarossa

Oppure se ve la volete leggere subito, eccola qui.

Avventure nel Bosco: l’anello di fuoco

C’era una volta nel bosco verdeggiante ai confini dei territori più lontani, un albero grandissimo che svettava sopra tutto il resto. A circa metà della sua altezza vi era una capanna dove vivevano due Fratelli, una femmina e un maschio. I due avevano perso i genitori da poco tempo; si erano allontanati una mattina proprio al sorgere del sole con l’intento di andare a caccia, ma non avevano fatto ritorno la sera né le successive. I fratelli avevano cercato nei giorni seguenti qualche traccia che li potesse aiutare a capire cosa era accaduto, ma tutto era stato invano.

I fratellini, però, non si erano persi d’animo e sin da subito avevano iniziato a svolgere tutte quelle commissioni che prima erano compito dei genitori. Tra i due, il maschietto si mostrava un po’ pigro e la sorella di continuo lo riprendeva con lunghi discorsi, nella speranza di spronarlo a compiere i propri doveri. Ella era fin troppo generosa e difatti alle volte perdeva la pazienza e decideva subito cosa doveva esser fatto, altrimenti sarebbero rimasti a discutere ancora per chissà quanto tempo.

Un giorno al sorgere del sole, i due scesero per cercare un po’ di legna e mentre erano impegnati a raccogliere arbusti e ramaglia, videro comparire sul loro cammino un possente Corvo che con le ali semi aperte li osservava con sguardo minaccioso.

<<Che fate qui da soli? Bambini...>>, furone le parole che l’uccello rivolse ai fratellini e questi risposero in modo garbato ed esauriente. Il corvo fece altre domande molto personali e al termine li invitò a seguirli al castello dove abitava la sua padrona, una grande Regina (così disse!), facendogli capire che sarebbero stati ben ricompensati.

I due fratelli, abbindolati dal corvo, parvero contenti di quella proposta e sotto le possenti ali dell’uccello s’incamminarono verso il castello.

Quel sentiero non rimase deserto molto a lungo, perchè dopo che i fratelli lo ebbero abbandonato, comparve un Gatto che pareva essersi perso. Fu notato da un altro personaggio sopraggiunto in quel momento, la Pazza del bosco; era una giovane fanciulla sempre allegra, dai modi un po’ bruschi che spesso spaventava chi incontrasse sul suo cammino. Di certo non era nelle sue intenzioni perchè quello era il suo modo di comportarsi. Portava sempre una parrucca grigia in mano che durante le conversazioni agitava vorticosamente e i movimenti crescevano d’intesità man mano che i discorsi si facevano più complessi. Poi, all’improvviso, cessava di parlare e se ne fuggiva all’interno del bosco, sparendo ben presto dalla vista di tutti.

La visione del gatto, comunque, non la eccitò più di tanto. Dopo alcuni minuti comparve, sempre sullo stesso sentiero, una Bambina che altri non era se non la padrona del felino e appena vide la ragazza con la parrucca, le rivolse alcune parole: <<Ciao, scusa… Hai visto passare un gatto?>>. La Pazza squadrò da cima a fondo la bambina e presto iniziò a formulare frasi senza senso che poi degenerarono in un groviglio di parole quasi subito interrotto e la simpatica Pazza, se la squagliò di gran carriera.

La bambina rimase sorpresa da quel comportamento, ma la cosa importante era ritrovare il suo amato gatto e non si poteva attendere oltre.

Nel frattempo i due fratelli erano giunti nel castello diroccato, al cospetto della padrona del corvo, che altri non era se non una Strega che doveva la sua immortalità al sacrificio che compieva ogni anno; ella, infatti, poteva vivere per sempre, solo uccidendo giovani vite ed è facile intuire che i due fratelli rappresentassero proprio questo. Non si perse più di tanto in discorsi e aiutata dal corvo, condusse i poveri fratellini nelle galere dei sotterranei e qui li cacciò nell’attesa del sacrificio.

I due giovani appena compresa la misera fine a cui stavano andando incontro, iniziarono a piangere e a urlare con la speranza che qualcuno ascoltasse le loro suppliche. Il fratello sbraitava con tutto il fiato che aveva in gola e la sorella replicava, battendo sulle sbarre con alcune pietre che aveva trovato sul pavimento.

Fu proprio la costanza del loro tentivo, che dette un esito insperato.

Difatti, quelle suppliche furono raccolte dal… gatto!

Sì, proprio lui! Rapido s’introdusse nel castello e passando dai piccoli buchi che tempestavano quell’edificio in rovina, giunse nelle galere e una volta attraversate le sbarre, arrivò di fronte ai fratelli.

<<Posso fare qualcosa per voi?>>, chiese l’animale rivolto ai due; la sorella lo scongiurò di trovare qualcuno in grado di liberarli.

Il gatto dopo qualche strusciatina sulle gambe dei poveretti, riprese la strada del ritorno e una volta giunto nel bosco, iniziò forte a miagolare sperando di attirare l’attenzione della sua padrona.

Non passarono che pochi minuti e, finalmente, i due si ritrovarono e dopo i consetui baci (leccate!) e abbracci (azzampi!), il felino spiegò alla bambina cosa aveva scoperto.

<<Caspita! >>- esclamò la padroncina – <<…dobbiamo per forza andare dalla Maga, lei saprà come aiutarci!>>

La Maga era un’altra figura che popolava quel bosco verdeggiante, ma non era facile farsi ricevere. Si poteva accedere al luogo dove abitava, ma una volta spiegato il motivo della visita, era Lei che decideva se dichiararsi o meno ai richiedenti e molte volte non se ne curava affatto.

La bambina volle comunque provare e dopo essere entrata nella sua abitazione e aver spiegato per filo e per segno cosa era accaduto e di cosa aveva bisogno, un vorticoso vento prese a soffiare e gli oggetti presenti furono spazzati in tutte le direzioni. La bambina e il gatto si spaventarono assai, ma una volta cessato il vento, comparve di fronte a loro la Maga. Era una personcina graziosa e minuta, che prese a osservarli con attenzione, ponendogli loro questa risposta:<< Ho io l’oggetto che fa per voi>>.

Dal suo dito anulare si sfilò uno splendido anello e continuò:<< Questo è l’anello di fuoco che scioglie il metallo come se fosse burro. Basta appoggiarlo sulle sbarre e queste diventeranno come acqua infuocata e scivoleranno verso il basso. Eccolo… è vostro>>.

Proprio in quel momeno e non è dato di sapere come potesse essere in quel luogo, comparve la Pazza e iniziò a sbraitare su ciò che aveva visto.

<<Ah, ah, ah! Ma come può un anello fare quello che hai detto! Non ci credo! Non ci credo… non sono mica pazza! Non credo proprio che tu sia una Maga… dammi una prova della tua magia>>.

La Maga si girò verso la Pazza e le disse di stare a guardare; si rivolse al gatto e iniziò a formulare strani frasi dal significato oscuro, ma dell’ultima parte fu capito il significato:

<< Gira per l’aria vento sapiente,

trasforma il gatto e questo è niente;

ecco che appare, proprio stamane,

un corpo diverso è quello di un cane!>>

Capirete da soli cosa era accaduto! Incredibile a dirsi, ma il gatto fu trasformato in… Cane e questo fatto, sono convinto, non fu molto gradito dalla bambina.

Invece, il gatto mostrò gratitudine verso la Maga; in tal modo avrebbe potuto vendicarsi degli assalti che gli altri cani del bosco gli riservavano ogni volta che era solito incontrarli.

La Pazza sgranò gli occhi e si convinse dell’incantesimo. Decise quindi, d’accordo con la bambina che si doveva andare subito a liberare quei poveri fratelli. Così dopo aver ringraziato la Maga (la Pazza le baciò la mano per la felicità!), il gruppetto si avviò verso il castello e una volta intrufolati al suo interno, facilmente raggiunsero le galere e per liberarli fu un gioco da ragazzi.

Appena l’anello fu accostato alle sbarre, queste presero a scogliersi e in men che non si dica, i fratellini uscirono e presero la via del bosco.

Anche se erano stati attenti a non creare rumori, la strega e il corvo furono distolti dalle loro operazioni e si diressero verso le galere.

Quando giunsero nei sotterranei, i fratelli erano ormai lontani e pure la bambina con il suo cane; purtroppo, la Pazza non era riuscita a fuggire e venne così bloccata dalla strega.

Non appena le due “arpie” videro la ragazza, si meravigliarono assai. Chi era quell’individuo? Come mai si trovava nel luogo dove prima erano i due fratellini?

 La strega indirizzò quelle richieste alla sventurata, la quale rispose senza perdere tempo.

<<Sono IO… i due fratellini! Cosa pensavi di fare? Non hai nemmeno la più pallida idea di chi IO… sia in realtà!>>.

La strega indietreggiò di un passo e si fece guardinga.

La Pazza continuò. <<Guarda bene o strega malefica!… Ho sciolto le sbarre con il mio fiato e ora, se non ti farai da parte perchè me ne vorrei andare, raccoglierò tutta l’aria che i miei polmoni possono contenere e la riverserò su di te e su quell’uccellaccio nero che ti accompagna>>.

La strega era in grande imbarazzo! Quel soggetto che aveva di fronte aveva dei poteri eccezionali che potevano, sicuramente, competere con i suoi; rimuginò molti rapidi pensieri e giunse alla conclusione di cercare altrove le giovani vite necessarie per il suo sacrificio e concesse la libertà a quella strana creatura “mutante”.

Quando la Pazza uscì dal castello, trovò gli altri che l’avevano attesa nascosti dietro alcuni cespugli e insieme presero a correre verso il bosco, in direzione della capanna dei fratelli.

Giunti al grande albero lo salirono velocemente e una volta accolti nella dimora dei fratellini, questi organizzarono una grande festa per ringraziare coloro che avevano sfidato la strega per salvarli. La bambina, il suo gatto-cane e la Pazza del bosco, (che ora non appariva più così tanto pazza!), danzarono e cantarono fino a tarda notte e… vissero felici e contenti!

Castello di Terrarossa, 19 gennaio 2018.

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Fiabe Estate 2017

Posted by Paolo su 8 luglio 2017

Grillo+Pazzariello

Un periodo ricco di attività che è durato più del previsto.

Iniziamo con la manifestazione “Ursus in Fabula” che si è tenuta a Equi Terme (comune di Fivizzano – MS) nel giorno 29 luglio.

Spazio alla consueta gara di recitazione fiabe, che si è svolta nella splendida cornice della grotta.  Ecco la locandina:

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La sera dopo un lauto pasto sulle sponde del torrente Fagli, escursione alla Tecchia preistorica dove il bravo e simpatico archeologo Alessandro Palchetti, ha ripercorso la storia degli scavi effettuati dal lontano passato, che oggi ne permettono la fruibilità del sito archeologico

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Durante l’estate c’è stata la possibilità d’imparare un po’ di GEOLOGIA, grazie al Baffardello delle grotte di Equi, che in un modo tutto suo, ha insegnato e sperimentato alcuni importanti argomenti. Ecco i titoli degli incontri:

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Il primo incontro con il Baffardello è avvenuto il 22 luglio con il programma dal titolo: Come t’insegno a riconoscere una pietra da un piede. Ecco alcune immagini, inziando dagli esperimenti affettuati nell’ Apuan Geolab durante il pomeriggio.

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Poi una merenda prima di entrare in grotta.

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… e infine il giro nelle viscere della montagna.

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Nel frattempo il 4 e 6 agosto sono stato allo spazio bimbi del Palaron Fan Festival. Un grandissimo divertimento e guardate come i bravissimi organizzatori hanno addobbato il “misterioso” centro storico di Pallerone, dove sono stati fatti gli spettacoli.

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Il secondo appuntamento con il Baffardello è avvenuto sabato 12 agosto con il titolo: “Anche se trema non temo il tremore“;  ovviamente abbiamo parlato di TERREMOTO e dopo aver effettuato alcuni esperimenti … tutti in grotta!

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Ecco tre bamboretti in posa dopo l’uscita, sani e salvi, dalle grotte!

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Nel mese di settembre ho avuto la fortuna di partecipare alla festa di Moncigoli (MS) denominata Borg’ARTE. Interessante crocevia di molte arti che nello splendido borgo trovano il loro spazio, rendendolo per due giorni un luogo magico.

Altro appuntamento nel mese di ottobre alla Festa della Castagna di Licciana Nardi. Un magnifico pomeriggio, baciato da uno splendido sole, nel quale molti bambini hanno partecipato attivamente al concorso di scrittura e disegno di fiabe dal tema “Il castagno”.

 

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Festa della Fiaba di Acquasanta Terme

Posted by Paolo su 22 maggio 2017

Il 10 giugno 2017 si è svolta la prima Festa della Fiaba all’interno dell’incantevole borgo di Acquasanta Terme nelle Marche. Ecco come sono andati i fatti.

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La festa della fiaba è stata anche l’occasione per premiare gli studenti della scuola primaria di Acquasanta Terme che hanno partecipato al concorso Fiabe degli Angeli di San Giuliano, di cui è disponibile una documentazione fotografica cliccando su: Sesta Edizione Premio Fiabe.

Questa avventura si è resa possibile grazie agli artisti Emanuela Bolco di Roma e Roberto Vernetti di Napoli, al musicista Stefano Sandrelli di Viareggio e al sottoscritto, cha hanno donato alla cittadinanza il proprio sostegno attivo, con la speranza di un rapido ritorno alla normalità della vita quotidiana, dopo la triste vicenda del terremoto.

Un grande aiuto locale è giunto dalla collaborazione con l’assessore Elisa Ionni del comune di Acquasanta Terme e con la maestra Iride Spalazzi, insegnante della scuola primaria.

Di seguito una documentazione fotografica della giornata, opera del simpatico e bravo Umberto Santacroce di Napoli.

 La mattina abbiamo effettuato gli ultimi sopraluoghi per studiare gli ambienti delle fiabe.

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Apertura della festa alle ore 16:00 presenziata dal Consigliere comunale Valentina Ventura.

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alla quale abbiamo donato la presente targa ricordo della Festa.

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Poi alle 16:30, partenza con la fiaba di Cappuccetto Rosso; ecco alcune immagini inziando dai protagonisti.

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La mamma di Cappuccetto Rosso appena uscita dalla parrucchiera.

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Il Lupo che ha finito di mangiare la nonna e attende, fiducioso, l’arrivo di Cappuccetto Rosso.

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Ecco Stefano che “incornicia” alcuni momenti delle fiabe successive…

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… cominciando con la storia di Medico Grillo, un personaggio un po’ curatore e un po’… improvvisatore.

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Poi arriva Emanuela con la sua storia sulla rana.

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Anche “U Pazzariello” è venuto a trovarci e subito Umberto lo immortala con una foto.

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Alcuni preparativi prima delle “Guarattelle” di Roberto.

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La sera abbiamo effettuato le premiazioni del concorso fiabe, alla presenza della Dirigente scolastica Patrizia Palanca che ci è venuta a trovare.

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Poi è stato il turno della instancabile maestra Iride Spalazzi, qui ritratta mentre ritira i suoi premi.

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Infine gli spettacoli serali.

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Altre immagini della giornata.

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Un ringraziamento speciale ai bimbi che ci hanno accompagnato per tutta la giornata e ai loro genitori. All’amministrazione comunale di Acquasanta Terme per la splendida accoglienza riservata. Agli spettatori accorsi per la gentilezza e la partecipazione offerta.

Ciao. Paolo

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Bimbi per Bimbi

Posted by Paolo su 24 settembre 2016

Azioni di solidarietà verso i bambini terremotati del Centro Italia

Il presente progetto ideato dal geol. Paolo Cortopassi di fiabeefrane con il patrocinio di Legambiente nazionale e Lunigiana Sostenibile, è stato realizzato in collaborazione con lIstituto Scolastico Comprensivo Darsena di Viareggio (LU), il Settore Sismica della Regione Toscana, INGV (Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia) e il comune di Fivizzano (MS).

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Il Progetto ha compreso una serie di azioni di solidarietà da parte delle classi di scuola Primaria e Secondaria di I grado dell’Istituto Scolastico di Viareggio, verso gli alunni delle scuole primarie e secondarie dell’Istituto Comprensivo di Acquasanta Terme (AP), interessato dall’evento sismico del 24 agosto 2016.

Bimbi per Bimbi  ha previsto il coinvolgimento attivo degli studenti viareggini, che hanno effettuato una raccolta di libri nuovi e usati in buono stato, al cui interno hanno inserito messaggini di solidarietà, fotografie e quant’altro in grado di far nascere nuove amicizie, al fine di confortare i bambini e ragazzi che hanno subito il recente terremoto.

La raccolta è avvenuta all’interno di incontri svolti direttamente nelle classi scolastiche di Viareggio aderenti al progetto, nei quali alcuni geologi esperti hanno spiegato con semplici nozioni ed esperimenti, il fenomeno terremoto.

Gli incontri sul terremoto si sono estesi anche al corpo insegnanti dell’Istituto Comprensivo Darsena; queste operazioni sono avvenute nei mesi di OTTOBRE e NOVEMBRE 2016, secondo un calendario concordato.

Sono stati raccolti 500 libri più altro materiale quali DVD e disegni che sono stati consegnati il giorno 20 DICEMBRE 2016 direttamente presso la nuova sede della scuola Primaria e dell’Infanzia di Acquasanta Terme, inaugurata il 27 novembre 2016

A questi si sono aggiunte n. 6 librerie  ( Modello Simply d22/4; dim. 42x29x106 cm; truciolare, rovere grezzo) , fatte pervenire qualche giorno prima tramite corriere.

Il progetto ha visto l’adesione di n.39 classi viareggine, tra primaria e secondaria di I grado.

Le lezioni sono state effettuate dal seguente gruppo di geologi esperti:

  • Massimo Baglione, Vittorio D’Intinosante, Pierangelo Fabbroni e Roberto Ballati del Settore Sismica della Regione Toscana;

  • Giovanna Piangiamore, ricercatrice di INGV;

  • Germano Ginesi del Comune di Fivizzano;

  • Fanny Milano del Genio Civile Toscana Nord.

Il progetto completo può essere scaricato, cliccando su bimbiperbimbi_programma

Mi preme ringraziare, oltre al gruppo di geologi citato, la Dirigente scolastica Patrizia Palanca dell’Istituto scolastico di Acquasanta Terme insieme al vice Preside Mauro Sabatini e all’insegnante Iride Spalazzi. Per le scuole viareggine un grazie di cuore all’insegnante Daniela Cardella e alle colleghe Lina D’Orsa, Raffaella Massimo e Marzia Papi dell’Istituto scolastico Darsena.

Ecco alcune immagini sulle attività realizzate. Iniziamo con gli incontri nelle classi.

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Gli incontri si sono estesi anche al corpo insegnante.

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Poi la grande raccolta dei libri per i bimbi delle Marche.

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Un fuori programma è stato il mercatino di solidarietà svolto all’interno della Festa della castagna di Fivizzano, con incasso devoluto interamente al presente progetto. In tale occasione abbiamo anche spiegato varie nozioni sul terremoto a tutte le persone che hanno visitato il nostro gazebo.

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Nelle classi, le bravissime maestre hanno continuato le attività sul terremoto in molti altri fantasiosi modi.

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I 500 libri raccolti, sono stati confezionati all’interno di pacchi dal formato natalizio e pronti per la spedizione. Ecco alcune fasi dell’operazione di carico presso le Lambruschini…

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… e l’arrivo ad Acquasanta Terme nella mattina del 20 dicembre 2016

Grazie a Luigi Terenzoni, il trasporto è stato più semplice.

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Finalmente l’incontro con gli alunni e le insegnanti.

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In questo modo abbiamo concluso questa prima parte del progetto e qualcuno potrà domandarsi: “Ci sarà una seconda parte?

Ce lo auguriamo tutti, ma stavolta saranno le stesse insegnanti e gli alunni a pensare a qualcosa in più per far continuare questa splendida amicizia a “distanza“.

Una gita scolastica a metà strada tra Viareggio e Acquasanta Terme?

Un incontro al Carnevale di Viareggio o una vacanza estiva in compagnia?

Seguiremo gli sviluppi. Ciao a tutti!

Paolo

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Terremoto e bolle di sapone

Posted by Paolo su 2 agosto 2016

Ai piedi dell’alta parete calcarea, ingresso per la grotte di Equi Terme, un nuovo spettacolo sul terremoto e un racconto sulle bolle di sapone, faranno da scenario nel pomeriggio di sabato 6 agosto 2016, a partire dalle ore 17:30.

Questo il programma completo:

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Il gigante intelligente, titolo del racconto sul terremoto, ci porterà indietro nel tempo di circa 2500 anni; la storia si svolge su di un isola “ballerina” del Mar Egeo dove potremo divertirci ad ascoltare le strampalate teorie di un fiero “Luminare“…

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scoprire il mitico Poseidone dal temibile tridente…

Poseidone

e imparare qualcosa di più sulle costruzioni dal giovane Alfiero, il nostro protagonista. Ecco cosa possiamo aspettarci:

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Ecco alcune immagini della storia.

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A seguire il racconto :”La fanciulla delle bolle“, interpretato da Elisabetta Dini e dal sottoscritto. Una storia di riscatto e di un principe un tantino… strano.

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 A seguire immagini del racconto.

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… e per concludere… le bolle di sapone giganti!

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e anche quelle un po’ più piccole…

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Come ipnotizzato dalle bolle (sguardo da intelligentone!)

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 Alla prossima. Paolo

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Seconda Festa della Fiaba popolare di Equi Terme

Posted by Paolo su 19 giugno 2016

Il sabato 9 luglio 2016 si è svolta la SECONDA FESTA della FIABA popolare, nel magnifico scenario naturale del Geo-park di Equi Terme (Fivizzano – MS)…

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… con questo denso programma di fiabe

Ore 15:00 Inaugurazione della Festa.

15:10 – 16:50 RACCONTO LA MIA FIABA. Recitazione di sette fiabe popolari da parte dei partecipanti al concorso con premiazione finale delle prime tre classificate.

Per visualizzare il bando: Concorso_Recitazione_fiabe

Per partecipare: domanda partecipazione festa fiaba 2016

17:00 – 18:00 CAPPUCCETTO ROSSO NELLA GROTTA. La classica storia, ma stavolta i finali saranno… due!

18:00 – 20:00 LE FIABE POPOLARI

Racconti nell’ambiente delle grotte di Equi Terme, con il seguente programma:

18:00 – 18:30 “I gatti del giudizio” (Elisabetta Dini)

18:30 – 19:00L’erba petonella” e “La principessa Pattume” (Erika Canaccini e Paolo Cortopassi)

19:00 – 19:30La storia di medico Grillo” (Paolo Cortopassi)

19:30 – 20.00Fiabe da gustare” (Emanuela Bolco)

20:00 – 21:20 Apericena con prodotti tipici locali (su prenotazione)

21:20 – 23:00 LE FIABE IN GROTTA

21:20-21:45 “I due fratelli” e “La scatola del giudizio” (Paolo Cortopassi

21:45-22:00Beatrice”, “Vòlano” e “La domenica della vita” (Erika Canaccini)

22.00-22:30 “I due gobbi” (Elisabetta Dini)

22:30-23:00Fiabe da gustare” (Emanuela Bolco)

… e per concludere: “I quattro minchioni”.

Vediamo alcuni momenti della Festa, incominciando con il concorso

Le fotografie sono di Matteo Tollini.

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A seguire Cappuccetto Rosso e il Lupo; ecco il loro primo incontro…

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La nonna prima di essere mangiata…

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L’arrivo del cacciatore dopo che il lupo ha pranzato con la nonna e Cappuccetto Rosso…

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La misera fine del Lupo…

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… ma c’è anche un altro finale, un po’ più macabro. Ecco Cappuccetto mentre assaggia la minestra che il Lupo ha preparato con i resti della nonna che non sono finiti nella sua pancia deforme…

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… e poi finisce ancora male per il Lupo.

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Guarda come sono contente per la brutta fine che ha fatto il povero carnivoro!

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A seguire altri momenti per ascoltar fiabe…

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Il finale in grotta.

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Ecco i protagonisti:

Emanuela Bolco

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Elisabetta Dini

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Erika Canaccini

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Paolo Cortopassi

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 Alla prossima. Paolo

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Premiazione Concorso Fiabe

Posted by Paolo su 29 aprile 2016

Il prossimo venerdì 27 maggio 2016, nel pittoresco borgo di Licciana Nardi in Lunigiana, avremo la premiazione della V edizione del Premio Fiabe “Angeli di San Giuliano“, con un programma incentrato sui giovani scrittori e sul terremoto.

I vincitori sono già stati tutti contattati per posta elettronica e attendiamo una partecipazione di circa 200 persone tra bambini, ragazzi e adulti.

Questo il programma della giornata.

Programma2016

Siete tutti invitati, a trascorrere una piacevole giornata tra fiabe, recitazioni, bamboretti, maestre, geologi, medaglie e focaccette.

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Il Premio Fiabe degli Angeli di San Giuliano

Posted by Paolo su 23 gennaio 2016

QuintaEdizione

Il tempo per la partecipazione al Premio Fiabe è scaduto. In questi giorni i Giurati saranno impegnati ad esaminare tutte le fiabe e dopo il 20 aprile, conosceremo i verdetti. Altre informazioni sul blog del Premio Fiabe.

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