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Archive for the ‘Landslides’ Category

2010 in cifre

Pubblicato da: Paolo su 2 gennaio 2011

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads Fresher than ever.

Crunchy numbers

Featured image

A Boeing 747-400 passenger jet can hold 416 passengers. This blog was viewed about 5,800 times in 2010. That’s about 14 full 747s.

In 2010, there were 4 new posts, growing the total archive of this blog to 6 posts. There were 25 pictures uploaded, taking up a total of 53mb. That’s about 2 pictures per month.

The busiest day of the year was February 22nd with 119 views. The most popular post that day was Geologia.

Where did they come from?

The top referring sites in 2010 were angelisangiuliano.wordpress.com, geoforum.it, search.conduit.com, matteolupi.it, and facebook.com.

Some visitors came searching, mostly for frane, frana, geologia, siltite, and paolo cortopassi.

Attractions in 2010

These are the posts and pages that got the most views in 2010.

1

Geologia April 2009

2

Terremoto March 2009
6 comments

3

Frane March 2009
2 comments

4

Bimbi per Bimbi May 2009
3 comments

5

Foto March 2009

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Aspettando il Natale

Pubblicato da: Paolo su 8 dicembre 2010



Forse una fiaba sui Re Magi, può rendere più sereno questo ultimo mese dell’anno. Per leggere basta cliccare su Una difficile situazione per i Magi Il disegno è di Paolo Ercolini.

A tutti auguro un Buon Natale.

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Micropali in roccia

Pubblicato da: Paolo su 18 novembre 2010



Canova (Aulla)
Dal 20 gennaio 2009 al 31 ottobre 2010 sono passati 699 giorni e… 3 alluvioni, eh sì perché nel mezzo c’è stata la pioggia del Natale 2009, una vigilia con le acque che dopo 388 giorni, tornavano a invadere le scuole di Aulla, alla confluenza tra i fiumi Magra e Aulella. Non credo ai numeri, non ho mai dato peso più di tanto a coincidenze e casualità basate sui numeri; non è quello il problema. Il dramma è che queste tre pesanti calamità naturali si sono abbattute in tempi troppo stretti, troppo ravvicinati; non hanno dato l’opportunità di organizzare i lavori più importanti, e non solo quelli purtroppo, e subito ci siamo ritrovati a ripartire da zero, no che dico!… da meno 10 o forse di più. Eh sì! Purtroppo siamo tornati indietro; viabilità allagate, lesionate, miseramente crollate sui versanti. Buche, rattoppi, neo-asfaltature non sono state sufficienti a far passare indenni quei tratti di strada che già presentavano problemi da lungo tempo. Che dire poi, delle colline, quelle coltivate a viti, olivi, alberi da frutto. Giù, sempre più giù; crepacciature sparse ovunque, che risalgono il versante e giungono alle abitazioni poste sul culmine. Gradonature di viti che scivolano verso il basso tutte unite; altre porzioni si liquefano e allora sì che riescono a camminare per decine e centinaia di metri, purtroppo. Stavolta tre vite non hanno resistito e sono state strappate: un piccolino con sua madre e un uomo nel tentativo di fermare quelle terre, le stesse che lo hanno travolto e ucciso.
Volpigliano (Massa)
In maniera grossolana possiamo dire che questo è quello accaduto, ma ci siamo posti la domanda del perché? Certo, chiunque avrà dato le colpe a quello che riteneva più giusto, agli amministratori pubblici, ai tecnici, al tempo, al vicino di casa… sicuramente non a se stessi; c’è sempre qualcuno che sbaglia al posto nostro.
Vorrei, però, fare un ragionamento diverso, da geologo come sono e analizzare alcuni aspetti, forse con la presunzione di aver capito il meccanismo.
Taria (Podenzana)
Il 19 giugno 1996, sebbene tutte le previsioni meteorologiche avessero indicato un cielo sereno o poco nuvoloso, si abbatté in Alta Versilia il più potente nubifragio che, forse, nessuno di noi che viviamo questa epoca e in questi territori, avrà mai più modo di registrare nel proprio corso della vita. Quasi 500 mm di pioggia dalle 4 di mattina alle 18 di sera, con picchi orari di 150 mm, causarono un numero impressionante di frane, lo straripamento del Fiume Versilia e 14 vittime, fra cui una di esse non venne mai ritrovata. La ricostruzione fu esemplare; circa 300 miliardi di lire spesi per ripristinare un territorio flagellato dalle acque. Polemiche ve ne furono, come sia logico supporre quando si tratta di cifre di quella portata, ma i lavori poterono curare quelle terre e oggi attraversando il paese di Cardoso, profondamente mutato dall’originale, o i centri di Volegno e Pruno, si riesce , o almeno quella è la mia impressione, a percepire qualcosa di “buono”, di “giusto”, di “ordinato”; il modello Versilia tra i suoi pregi e difetti, ha funzionato. Ma 300 miliardi sono tanti, forse come 300 milioni di oggi; cifre da capogiro, se pensiamo all’areale ristretto che è stato ripristinato che nulla può avere a che fare con le pianure venete alluvionate recentemente o con le alluvioni piemontesi del recente passato.

Nell’autunno del 2000 toccò ad una zona più vasta, dalla Lucchesia, alla bonifica di Massarosa, da Massa alla Lunigiana. Mi ricordo che furono pagati anche i privati, ma pure i beni immobili, lavatrici, lavastoviglie, motorini, televisori, tutto quello che era andato a mollo, o così venne detto. Beh, qualcuno o molti fecero i furbi e spuntarono ricevute poco credibili, foglietti di carta che erano andati a mollo pure loro. Che nel giro di pochi anni, fossero spuntati tanti disonesti? Ma… difficile a credersi. Certo i soldi furono… meno. Sì decisamente meno, e ricordo molto bene che in Provincia di Massa Carrara furono finanziati circa 100 interventi sulle frane, sulle viabilità provinciali e comunali; 100 interventi tra cui molti furono i cosidetti “micropali in roccia”, e non per tre metri di lunghezza bensì molti di più. Eh sì, proprio allora, ero da poco entrato nella pubblica amministrazione, mi accorsi di questa stranezza. Faccio un esempio: qualcuno aveva stabilito che per risanare la frana X, servivano 100 milioni di lire; la valutazione era stata fatta per così dire, a grandi linee e, quindi, poteva essere affetta da errori, prevalentemente sull’eccesso che sul difetto. Il progettista si trovava quindi una somma ben definita e quella… andava finita; non si poteva mica rendere dei soldi; e poi chi se li sarebbe presi? Quindi, dulcis in fundo, i soldi venivano spesi tutti, con l’aiuto dei citati “micropali in roccia”, ovvero delle opere inutili.
Malacosta (Aulla)
Venne il settembre 2003 e Carrara fu devastata, un vero scempio. Quel torrente Carrione che attraversando la città si fa piccolo piccolo, non poté contenere quella massa d’acqua e uscì, travolgendo tutto quello che trovò sulla strada; frane sulle colline (uno studio dettagliato ne segnalò più di 500 tra grandi e piccole), magazzini devastati (ma non potevano certo stare sulla sponda di quel torrente!) e purtroppo anche una vittima. Credo che fosse il giorno successivo al disastro e già grosse macchine erano all’opera per fare “micropali in roccia”; in quei giorni non si andava troppo per il sottile e non c’era neanche il timore di essere smascherati, ma per noi che giravamo facendo i nostri rilievi, quelle “caratteristiche” non ci sfuggivano di certo. Dopo pochi mesi si potevano vedere le varie ristrutturazioni delle abitazioni in aggetto sul Carrione; con quali soldi venivano pagati quegli interventi, per giunta su edifici che non avrebbero mai dovuto essere in quei luoghi e con quelle forme?

Un anno esatto e vi fu un’altra alluvione che colpì, in maniera minore la stessa Carrara, oltre alla Lunigiana. Censimmo un centinaio di frane e per una diecina ci fu il ripristino; credo poco più di un milione di euro. Spiccioli. Fatto sta che la novantina di frane ne restarono fuori.

Nel 2005 ci fu il gran vento ad Altagnana; centinaia e centinaia di alberi a grosso fusto, prevalentemente castagni, furono sradicati dalla violenza del vento; questo disastro creò versanti senza protezione ed erosione accellerata.

Tra il 2006 e il 2008, non vi furono particolari fenomeni meteorici intensi, se non locali piogge che causarono danni limitati.
Le ultime tre alluvioni dei 699 giorni sono roba dei giorni nostri. Possiamo dire che delle centinaia e centinaia di frane registrate in questi tre ultimi eventi, solo un 30-40% sia stato bonificato; i soldi non ci sono, o meglio, non ci sono economie per la difesa del suolo, che non è la stessa cosa, e quelle che ci sono…

Vado a concludere.
Pensate veramente che il problema per cui non si realizzano le opere sia la mancanza dei soldi? Io credo, in realtà, che il vero problema sia pure quello delle scarse economie, ma solo perché vengono spese male; non vanno dove dovrebbero andare; non finanziano gli interventi che ne hanno più bisogno.
Aggiustano porzioni di terre che non ne avrebbero la necessità; sistemano viabilità quasi intatte in posti sperduti; creano opere che poco hanno a che vedere con interventi di bonifica dei versanti; si concentrano sui maxi interventi, tralasciando la miriade di piccole disfunzioni che con ben poco si potrebbero risanare generando grandi benefici.
Tercetoli (Mulazzo)
Di frane mai risanate, di viabilità disastrate, di reticoli idraulici inefficienti ce ne sono a centinaia; concentriamoci su quelli o non ci rialzeremo più.
Io dico basta di continuare a gestire il territorio in questo modo scellerato e delittuoso!
Voi… dite la Vostra, se volete. Un saluto. Paolo

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Apriamoci al terremoto

Pubblicato da: Paolo su 4 settembre 2010

La manifestazione :”Apriamoci al terremoto“.
è conclusa.

Il finale di Domenica 26 settembre a Filetto, ha visto la partecipazione di circa 20 bambini di età compresa tra 6 e 13 anni, impegnati nella “Caccia al Tremore“, tra i vicoli e le viuzze del paese medievale. Ha vinto la squadra Rossa, ma anche le altre tre squadre (Gialla, Blu e Bianca) si sono comportate benissimo. Riporto le quattro poesie scritte sul tema del terremoto, facenti parte di una prova del gioco.

SQUADRA BLU
Il terremoto
fa rumore della moto.
Il terremoto da’ una scossa violenta,
da far scappare tutta la gente.
La sua potenza è talmente potente,
da far crollare un intero ambiente.
La sua forza è talmente veloce,
che è atroce.
La Terra trema così forte,
che cascano molte persone in terra.
La città è andata via
e ci mancheranno le nostre vie.

SQUADRA BIANCA
Ero a casa a mangiare,
quando vedo la casa tremare.
Mi nascosi sotto il tavolo sopra il quale c’era la minestra
che mi cadde tutta in testa.
Finita la scossa andai in giardino,
con il mio fratellino,
a sorseggiar un bicchiere di vino.
Era bianco e nero
e andai, dunque, sotto un pero.
Presi una mela e la mangiai
faceva schifo, non la mangerò mai.
La mia storia è finita
vado a mangiar una torta squisita.

SQUADRA GIALLA
C’era una volta un paese molto bello
dentro il quale c’era un castello.
Tutto ad un tratto
si vide scappare un gatto
che correva
perchè del terremoto sapeva.
Per sfuggire alla scossa,
pensò di rifugiarsi in una fossa.
Per farsi coraggio,
si portò una fetta di formaggio.
Finito il terremoto,
il gatto se ne andò con la moto.

SQUADRA ROSSA
Quando c’è il terremoto
bisogna scappare con la moto.
Con una forte scossa
bisogna fare una bella mossa.
Bisogna stare attenti ai sassi,
perchè senno ti danno una carta d’assi.
Cani, gatti e uccellini
diventeranno tutti cretini.
Il tremore porterà
dolore.
La storia finisce qui,
vi salutiamo con un sì.

Ringrazio tutti quanti hanno partecipato, fattivamente, alla riuscita della manifestazione, con particolare riferimento a Fanny e Grazia che hanno dedicato buona parte del loro tempo libero, al terremoto

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Frane in Lunigiana nei primi mesi del 2010

Pubblicato da: Paolo su 7 febbraio 2010

Non sono passati che 11 mesi e, ancora nella Lunigiana, ma questa volta l’evento calamitoso ha colpito un’ampia zona coinvolgendo anche le province di La Spezia, Lucca, Pisa e Pistoia, si sono verificate molte frane. Stavolta, a differenza dell’ultimo evento, le frane sono state di maggiori dimensioni coinvolgendo, principalmente, le viabilità provinciali e comunali oltre a numerosi versanti boscati, ma prospicenti a nuclei abitati. I danni sono ingentissimi e di seguito sono mostrate alcune tra le frane di maggiori dimensioni. La situazione è in continua evoluzione, anche perchè i movimenti gravitativi non sono ancora stabilizzati e, purtroppo, i terreni continuano a scendere verso valle.
Cominciamo con la frana più grande. Siamo ad Adelano in comune di Zeri, nel territorio che idrograficamente porta le acque verso la Liguria. La frana ha un fronte di circa 180 metri ed è arrivata al fiume sottostante, chiudendone l’alveo per una sessantina di metri. La situazione è critica.


Quella che segue è sempre in località Adelano, a un chilometro di distanza dalla precedente. Il tratto di strada è, così, interrotto da due frane; nel tratto di viabilità compreso tra i due movimenti gravitativi, risiedono alcune famiglie .

Ecco la parte bassa della frana più grossa, che ha raggiunto il torrente.

Nelle foto che seguono, notiamo l’assoluta mancanza della viabilità, “spazzata” via dalle varie frane. Questi sono grossi problemi, perchè glì interventi di ripristino sono costosi e non esistono, in queste situazioni, vie di mezzo; non si può, cioè, progettare un opera di ripristino che non sia quella definitiva. Tutto questo vuol dire che l’intervento che si va a realizzare deve essere definitivo e quindi progettato con tutte le attenzioni e precauzioni, che a volte non sono riservate agli interventi in somma urgenza. Insomma, in poche parole, la progettazione deve essere realizzata in tutte le sue componenti, ovvero la parte geologica, quella geotecnica e la strutturale. Nozioni scontate? Spero di sì.





Questo è tutto.
Saluti

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Frane in Lunigiana nei primi mesi del 2009

Pubblicato da: Paolo su 18 aprile 2009


Nei primi mesi dell’anno 2009 la Lunigiana, porzione nord della provincia di Massa Carrara in Toscana, è stata interessata da una serie di consistenti fenomeni piovosi che, a loro volta, hanno provocato numerose frane di piccole e medie dimensioni oltre ad alcuni grandi movimenti di versante.

Cominciano con il comune di Fivizzano, dove si sono registrati numerosi dissesti. La prima foto mostra una frana che ha mobilitato gli alberi presenti sul versante che, a loro volta, hanno provocato la rottura del palo della luce, oltre ad invadere parte della strada. Parte del corpo di frana è ancora sul versante.

Fivizzano1
La frana della foto seguente presenta grandi dimensioni e interessa un pendio che degrada verso un torrente. Il movimento minaccia una fattoria nelle parte alta, dove sono già presenti evidenti lesioni sul piazzale.

Fivizzano4

Le frane che seguono hanno provocato restringimenti delle strade e transiti a senso unico alernato.Fivizzano3

fivizzano2
continua…

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Esondazioni del 20 gennaio 2009 in Lunigiana

Pubblicato da: Paolo su 18 marzo 2009


Il 20 gennaio 2009 la Lunigiana (parte nord della provincia di Massa Carrara – Toscana) è stata interesata da un rilevante evento pluviometrico che ha creato notevoli problemi, sia di carattere idraulico (esondazioni di torrenti e fiumi), sia di carattere geomorfologico (parecchie frane che hanno interessato la viabilità principale e secondaria).
Intorno alle ore 10, questa era la situazione ad Aulla, alla confluenza dei fiumi Magra e Aulella (l’Aulella si getta nel Magra); in questo luogo sorge un istituto scolastico con medie ed elementari, da dove sono stati fatti evacuare i bambini intorno alle 10:30.
Scuola_Aulla_ore 10:00

Edificio sx torrente Aulella ore 11

Intorno alle 11:00 questa era la situazione.
 Scuola Aulla

Scuola Aulla2

Come si può facilmente notare, le acque avevano invaso il piano terreno del fabbricato scolastico, per un’altezza di circa 1,5 metri dal piano di calpestio. In quel momento il Fiume Magra era in piena, ma una grossa quantità d’acqua giungeva anche dal torrente Aulella. Forse proprio quest’ultima condizione ha creato il fenomeno d’esondazione nella scuola e nel piazzale dell’edificio, e ne ha influenzato la lunga durata. Difatti le acque alte sono rimaste per parecchie ore a quel livello e questa situazione è da riferirsi al fatto che l’Aulella non riusciva a ben scaricare le sue acque nel Magra (anch’esso in piena), per cui il deflusso era, decisamente, rallentato.

Ora osserviamo l’edificio sulla sponda sinistra e notiamo come le acque hanno invaso il parcheggio di fronte al fiume (confrontate con la seconda foto).
Edificio sx Aulella

Questo è un parco giochi presente in destra Magra e… sott’acqua. Fate conto che quella travi orizzontali che spuntano, miracolosamente, dalle acque, altro non sono che i sostegni per le altalene.

Parco giochi dx fiume Magra

Ovviamente anche altri torrenti che si gettano nell’Aulella, risentivano dello stesso problema; nella foto sottostante vediamo il torrente Pescigola, a monte della confluenza Aulella-Magra, che non riesce a scaricare le proprie acque nell’Aulella ed esonda nei terreni prossimi alla sua confluenza.

Torrente Pescigola - affluente dx Aulella

Qui siamo a Gragnola, ancora più a monte della confluenza tra il torrente Pescigola e l’Aulella e come si nota il livello delle acque è sempre molto alto.

Abitato di Gragnola

Nel tardo pomeriggio (dopo le 17) le acque hanno preso a scendere, liberando la scuola, l’edificio e tutti gli altri terreni che qui avete osservato invasi dalle acque.

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