Fiabe e Frane

Le Fiabe per tutti

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    Mi chiamo Paolo Cortopassi e sono un geologo dal 1991. Lavoro nell'Alta Toscana nei settori della prevenzione sismica sugli edifici (terremoto) e del dissesto idrogeologico (frane).

    Dal 2004 ho iniziato a sviluppare la mia grande passione per le fiabe , che racconto nei miei spettacoli.

    Le mie storie parlano di animali, bambini, piante, naturalità dei luoghi, ma anche di situazioni difficili dovute al movimento di frane, alla forza delle inondazioni, al tremore dei terremoti...

    Con questo spazio voglio condividere i miei interessi con chiunque possa esserne interessato. Ciao.

    Qui sono con la mia famiglia a Londra.
    Londra 2007

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Oh che bel castello!

Posted by Paolo su 24 gennaio 2018

Il 19 gennaio 2018, presso il Castello di Terrarossa nel comune di Licciana Nardi (MS), si è svolta una giornata d’altri tempi, con numerose attività che hanno impegnato diversi scolari della scuola primaria e secondaria di primo grado.

Locandina

Il mio gruppo era composto da 10 baldi giovani, con i quali ci siamo cimentati nella creazione di una fiaba, a cui è stato dato questo titolo:

AVVENTURE NEL BOSCO: l’Anello di Fuoco.

Poi, non paghi del risultato raggiunto, nel pomeriggio abbiamo messo in opera la recita della fiaba, con tanto di danza finale. Ecco alcune immagini dello spettacolo.

Inizio

I due Fratellini che discutono.

Seconda

La Pazza del bosco che parla con la Bambina, la quale rimane un po’ sorpresa dei suoi discorsi. Dietro la Pazza c’è l’Arrangiatore dei suoni che di tanto in tanto allietava le varie scene con varia strumentazione musicale.

terza

La Strega e il suo fidato Corvo.

quarta

La Bambina ha finalmente ritrovato il suo Gatto.

quinta

Consulto con la Maga per cercare un aiuto!

sesta

Il ringraziamento finale verso il pubblico che ha riservato scroscianti applausi per i nostri bravissimi attori in “erba“. Ecco i nomi:

Alma Cadonici, Agata Fierli, Tommaso Giuliotti, Matteo Luccini, Arianna Pacini, Caterina Pedrelli, Mariam Salim, Martina Tonelli, Greta Vinciguerra.

settima

Chi vuole, può scaricarsi la fiaba cliccando su: AnelloDiFuoco_Terrarossa

Oppure se ve la volete leggere subito, eccola qui.

Avventure nel Bosco: l’anello di fuoco

C’era una volta nel bosco verdeggiante ai confini dei territori più lontani, un albero grandissimo che svettava sopra tutto il resto. A circa metà della sua altezza vi era una capanna dove vivevano due Fratelli, una femmina e un maschio. I due avevano perso i genitori da poco tempo; si erano allontanati una mattina proprio al sorgere del sole con l’intento di andare a caccia, ma non avevano fatto ritorno la sera né le successive. I fratelli avevano cercato nei giorni seguenti qualche traccia che li potesse aiutare a capire cosa era accaduto, ma tutto era stato invano.

I fratellini, però, non si erano persi d’animo e sin da subito avevano iniziato a svolgere tutte quelle commissioni che prima erano compito dei genitori. Tra i due, il maschietto si mostrava un po’ pigro e la sorella di continuo lo riprendeva con lunghi discorsi, nella speranza di spronarlo a compiere i propri doveri. Ella era fin troppo generosa e difatti alle volte perdeva la pazienza e decideva subito cosa doveva esser fatto, altrimenti sarebbero rimasti a discutere ancora per chissà quanto tempo.

Un giorno al sorgere del sole, i due scesero per cercare un po’ di legna e mentre erano impegnati a raccogliere arbusti e ramaglia, videro comparire sul loro cammino un possente Corvo che con le ali semi aperte li osservava con sguardo minaccioso.

<<Che fate qui da soli? Bambini...>>, furone le parole che l’uccello rivolse ai fratellini e questi risposero in modo garbato ed esauriente. Il corvo fece altre domande molto personali e al termine li invitò a seguirli al castello dove abitava la sua padrona, una grande Regina (così disse!), facendogli capire che sarebbero stati ben ricompensati.

I due fratelli, abbindolati dal corvo, parvero contenti di quella proposta e sotto le possenti ali dell’uccello s’incamminarono verso il castello.

Quel sentiero non rimase deserto molto a lungo, perchè dopo che i fratelli lo ebbero abbandonato, comparve un Gatto che pareva essersi perso. Fu notato da un altro personaggio sopraggiunto in quel momento, la Pazza del bosco; era una giovane fanciulla sempre allegra, dai modi un po’ bruschi che spesso spaventava chi incontrasse sul suo cammino. Di certo non era nelle sue intenzioni perchè quello era il suo modo di comportarsi. Portava sempre una parrucca grigia in mano che durante le conversazioni agitava vorticosamente e i movimenti crescevano d’intesità man mano che i discorsi si facevano più complessi. Poi, all’improvviso, cessava di parlare e se ne fuggiva all’interno del bosco, sparendo ben presto dalla vista di tutti.

La visione del gatto, comunque, non la eccitò più di tanto. Dopo alcuni minuti comparve, sempre sullo stesso sentiero, una Bambina che altri non era se non la padrona del felino e appena vide la ragazza con la parrucca, le rivolse alcune parole: <<Ciao, scusa… Hai visto passare un gatto?>>. La Pazza squadrò da cima a fondo la bambina e presto iniziò a formulare frasi senza senso che poi degenerarono in un groviglio di parole quasi subito interrotto e la simpatica Pazza, se la squagliò di gran carriera.

La bambina rimase sorpresa da quel comportamento, ma la cosa importante era ritrovare il suo amato gatto e non si poteva attendere oltre.

Nel frattempo i due fratelli erano giunti nel castello diroccato, al cospetto della padrona del corvo, che altri non era se non una Strega che doveva la sua immortalità al sacrificio che compieva ogni anno; ella, infatti, poteva vivere per sempre, solo uccidendo giovani vite ed è facile intuire che i due fratelli rappresentassero proprio questo. Non si perse più di tanto in discorsi e aiutata dal corvo, condusse i poveri fratellini nelle galere dei sotterranei e qui li cacciò nell’attesa del sacrificio.

I due giovani appena compresa la misera fine a cui stavano andando incontro, iniziarono a piangere e a urlare con la speranza che qualcuno ascoltasse le loro suppliche. Il fratello sbraitava con tutto il fiato che aveva in gola e la sorella replicava, battendo sulle sbarre con alcune pietre che aveva trovato sul pavimento.

Fu proprio la costanza del loro tentivo, che dette un esito insperato.

Difatti, quelle suppliche furono raccolte dal… gatto!

Sì, proprio lui! Rapido s’introdusse nel castello e passando dai piccoli buchi che tempestavano quell’edificio in rovina, giunse nelle galere e una volta attraversate le sbarre, arrivò di fronte ai fratelli.

<<Posso fare qualcosa per voi?>>, chiese l’animale rivolto ai due; la sorella lo scongiurò di trovare qualcuno in grado di liberarli.

Il gatto dopo qualche strusciatina sulle gambe dei poveretti, riprese la strada del ritorno e una volta giunto nel bosco, iniziò forte a miagolare sperando di attirare l’attenzione della sua padrona.

Non passarono che pochi minuti e, finalmente, i due si ritrovarono e dopo i consetui baci (leccate!) e abbracci (azzampi!), il felino spiegò alla bambina cosa aveva scoperto.

<<Caspita! >>- esclamò la padroncina – <<…dobbiamo per forza andare dalla Maga, lei saprà come aiutarci!>>

La Maga era un’altra figura che popolava quel bosco verdeggiante, ma non era facile farsi ricevere. Si poteva accedere al luogo dove abitava, ma una volta spiegato il motivo della visita, era Lei che decideva se dichiararsi o meno ai richiedenti e molte volte non se ne curava affatto.

La bambina volle comunque provare e dopo essere entrata nella sua abitazione e aver spiegato per filo e per segno cosa era accaduto e di cosa aveva bisogno, un vorticoso vento prese a soffiare e gli oggetti presenti furono spazzati in tutte le direzioni. La bambina e il gatto si spaventarono assai, ma una volta cessato il vento, comparve di fronte a loro la Maga. Era una personcina graziosa e minuta, che prese a osservarli con attenzione, ponendogli loro questa risposta:<< Ho io l’oggetto che fa per voi>>.

Dal suo dito anulare si sfilò uno splendido anello e continuò:<< Questo è l’anello di fuoco che scioglie il metallo come se fosse burro. Basta appoggiarlo sulle sbarre e queste diventeranno come acqua infuocata e scivoleranno verso il basso. Eccolo… è vostro>>.

Proprio in quel momeno e non è dato di sapere come potesse essere in quel luogo, comparve la Pazza e iniziò a sbraitare su ciò che aveva visto.

<<Ah, ah, ah! Ma come può un anello fare quello che hai detto! Non ci credo! Non ci credo… non sono mica pazza! Non credo proprio che tu sia una Maga… dammi una prova della tua magia>>.

La Maga si girò verso la Pazza e le disse di stare a guardare; si rivolse al gatto e iniziò a formulare strani frasi dal significato oscuro, ma dell’ultima parte fu capito il significato:

<< Gira per l’aria vento sapiente,

trasforma il gatto e questo è niente;

ecco che appare, proprio stamane,

un corpo diverso è quello di un cane!>>

Capirete da soli cosa era accaduto! Incredibile a dirsi, ma il gatto fu trasformato in… Cane e questo fatto, sono convinto, non fu molto gradito dalla bambina.

Invece, il gatto mostrò gratitudine verso la Maga; in tal modo avrebbe potuto vendicarsi degli assalti che gli altri cani del bosco gli riservavano ogni volta che era solito incontrarli.

La Pazza sgranò gli occhi e si convinse dell’incantesimo. Decise quindi, d’accordo con la bambina che si doveva andare subito a liberare quei poveri fratelli. Così dopo aver ringraziato la Maga (la Pazza le baciò la mano per la felicità!), il gruppetto si avviò verso il castello e una volta intrufolati al suo interno, facilmente raggiunsero le galere e per liberarli fu un gioco da ragazzi.

Appena l’anello fu accostato alle sbarre, queste presero a scogliersi e in men che non si dica, i fratellini uscirono e presero la via del bosco.

Anche se erano stati attenti a non creare rumori, la strega e il corvo furono distolti dalle loro operazioni e si diressero verso le galere.

Quando giunsero nei sotterranei, i fratelli erano ormai lontani e pure la bambina con il suo cane; purtroppo, la Pazza non era riuscita a fuggire e venne così bloccata dalla strega.

Non appena le due “arpie” videro la ragazza, si meravigliarono assai. Chi era quell’individuo? Come mai si trovava nel luogo dove prima erano i due fratellini?

 La strega indirizzò quelle richieste alla sventurata, la quale rispose senza perdere tempo.

<<Sono IO… i due fratellini! Cosa pensavi di fare? Non hai nemmeno la più pallida idea di chi IO… sia in realtà!>>.

La strega indietreggiò di un passo e si fece guardinga.

La Pazza continuò. <<Guarda bene o strega malefica!… Ho sciolto le sbarre con il mio fiato e ora, se non ti farai da parte perchè me ne vorrei andare, raccoglierò tutta l’aria che i miei polmoni possono contenere e la riverserò su di te e su quell’uccellaccio nero che ti accompagna>>.

La strega era in grande imbarazzo! Quel soggetto che aveva di fronte aveva dei poteri eccezionali che potevano, sicuramente, competere con i suoi; rimuginò molti rapidi pensieri e giunse alla conclusione di cercare altrove le giovani vite necessarie per il suo sacrificio e concesse la libertà a quella strana creatura “mutante”.

Quando la Pazza uscì dal castello, trovò gli altri che l’avevano attesa nascosti dietro alcuni cespugli e insieme presero a correre verso il bosco, in direzione della capanna dei fratelli.

Giunti al grande albero lo salirono velocemente e una volta accolti nella dimora dei fratellini, questi organizzarono una grande festa per ringraziare coloro che avevano sfidato la strega per salvarli. La bambina, il suo gatto-cane e la Pazza del bosco, (che ora non appariva più così tanto pazza!), danzarono e cantarono fino a tarda notte e… vissero felici e contenti!

Castello di Terrarossa, 19 gennaio 2018.

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