Il terremoto che ha colpito la parte settentrionale della Toscana nella giornata di venerdì 21 giugno 2013, ha visto il suo epicentro tra gli abitati di Monzone (Fivizzano), Casola in Lunigiana e Minucciano. Il sisma, definito da alcuni come “scossetta” ha causato ampi danni nei comuni già ricordati; l’ipocentro a una profondità di circa 6,5 km ha avuto una Ml di 5,1 (dati Dipteris). Esso è stato seguito da importanti scosse: 3,7 e 3,9 nello stesso giorno, 4,4 e 3,7 il 23 giugno, 4,4 e 3,5 il 30 giugno, tutte a profondità comprese tra i 3 e i 6 chilometri.
Le evidenze morfologiche più significative sono state quelle relative alle frane di crollo, alla densificazione e amplificazioni locali dovute, essenzialmente alla topografia. Di seguito alcune frane di crollo visionate nel Solco di Equi.
Effetti di densificazione (addensamento) di materiali artificiali (riporti stradali e banchina) osservati sulla viabilità per Ugliancaldo. La prima foto è precedente alla scossa di 4,4 del 30 giugno e la successiva e del 1 luglio.
Una tipica fessurazione a croce sulla facciata della chiesetta di Ugliancaldo; la scossa del 30 giugno ha fatto cadere l’arco campanario e aperto una nuova fessura sul muro prospiciente la viabilità, che è stata interdetta.
Alcuni pesanti effetti su di un edificio in loc. Equi Terme.
Possibili riattivazioni di un noto movimento franoso in loc. Mezzana (Fivizzano).
Nel paese di Regnano Castello (Casola in Lunigiana) sono stati osservati molti crolli parziali e un’ampia fessurazione degli edifici presenti, che fanno pensare a possibili amplificazioni delle onde sismiche dovuti sia all’aspetto morfologico del luogo (sottile cresta) sia per quanto riguarda la litologia (alluvioni terrazzate soprastanti a substrato roccioso). Ecco gli effetti visionati.
Ecco Castello sulla cresta in alto a destra e poco sotto l’abitato di Poggio.
Altre immagini di Castello.
Lo spanciamento (troncatura) di un muro in bozze, ha richiamato il terreno retrostante.
Lungo il sentiero pedonale che sale al borgo, venendo da Poggio.
Facendo un rapido confrontro tra le coordinate degli epicentri registrati per i terremoti con Ml>2 fino al 1 luglio e le ubicazioni delle sorgenti sismogenetiche conosciute e presenti nell’area interessata, appare questa figura (tratta da Iside + Diss 3.0).
Brevemente, i poligoni arancioni sono le faglie; in basso a dx abbiamo quella denominata Garfagnana Nord e in alto appare quella di Aulla. Tali poligoni rappresentano le aree dove ricadono gli epicentri dei terremoti causati, appunto, da tali sorgenti sismiche. Come si può notare una buona parte degli epicentri, tra cui la scossa principale di Ml = 5,1, sono esterni a queste aree. Questo, dovrebbe significare, che le strutture che hanno causato tali terremoti, non sono rappresentate nella figura, che mostra lo stato della conoscenza della situazione sotterranea di questa parte della Toscana o perlomeno ciò che al momento, risulta più chiaro. Si tratta, quindi, a mio parere, di un movimento non ancora ben determinato nel suo insieme; personalmente, gradirei che le strutture scientifiche cercassero di dare una motivazione sulla localizzazione degli epicentri rispetto alle strutture sismogenetiche conosciute e potessero aggiungere ulteriori informazioni tecniche, di cui, sicuramente, non sono a conoscenza.
Sarà ben gradito chi vorrà partecipare in questo approfondimento sismologico-strutturale o semplicemente inviare fotografie di altri effetti significativi del terremoto in questione.
Paolo























