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    Mi chiamo Paolo Cortopassi e sono un geologo dal 1991. Lavoro nell'Alta Toscana nei settori della prevenzione sismica sugli edifici (terremoto) e del dissesto idrogeologico (frane).

    Dal 2004 ho iniziato a sviluppare la mia grande passione per le fiabe , che racconto nei miei spettacoli.

    Le mie storie parlano di animali, bambini, piante, naturalità dei luoghi, ma anche di situazioni difficili dovute al movimento di frane, alla forza delle inondazioni, al tremore dei terremoti...

    Con questo spazio voglio condividere i miei interessi con chiunque possa esserne interessato. Ciao.

    Qui sono con la mia famiglia a Londra.
    Londra 2007

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Archive for 7 febbraio 2010

Frane in Lunigiana nei primi mesi del 2010

Posted by Paolo su 7 febbraio 2010

Non sono passati che 11 mesi e, ancora nella Lunigiana, ma questa volta l’evento calamitoso ha colpito un’ampia zona coinvolgendo anche le province di La Spezia, Lucca, Pisa e Pistoia, si sono verificate molte frane. Stavolta, a differenza dell’ultimo evento, le frane sono state di maggiori dimensioni coinvolgendo, principalmente, le viabilità provinciali e comunali oltre a numerosi versanti boscati, ma prospicenti a nuclei abitati. I danni sono ingentissimi e di seguito sono mostrate alcune tra le frane di maggiori dimensioni. La situazione è in continua evoluzione, anche perchè i movimenti gravitativi non sono ancora stabilizzati e, purtroppo, i terreni continuano a scendere verso valle.
Cominciamo con la frana più grande. Siamo ad Adelano in comune di Zeri, nel territorio che idrograficamente porta le acque verso la Liguria. La frana ha un fronte di circa 180 metri ed è arrivata al fiume sottostante, chiudendone l’alveo per una sessantina di metri. La situazione è critica.


Quella che segue è sempre in località Adelano, a un chilometro di distanza dalla precedente. Il tratto di strada è, così, interrotto da due frane; nel tratto di viabilità compreso tra i due movimenti gravitativi, risiedono alcune famiglie .

Ecco la parte bassa della frana più grossa, che ha raggiunto il torrente.

Nelle foto che seguono, notiamo l’assoluta mancanza della viabilità, “spazzata” via dalle varie frane. Questi sono grossi problemi, perchè glì interventi di ripristino sono costosi e non esistono, in queste situazioni, vie di mezzo; non si può, cioè, progettare un opera di ripristino che non sia quella definitiva. Tutto questo vuol dire che l’intervento che si va a realizzare deve essere definitivo e quindi progettato con tutte le attenzioni e precauzioni, che a volte non sono riservate agli interventi in somma urgenza. Insomma, in poche parole, la progettazione deve essere realizzata in tutte le sue componenti, ovvero la parte geologica, quella geotecnica e la strutturale. Nozioni scontate? Spero di sì.





Questo è tutto.
Saluti

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